Un raggiante Amadeus ha presentato in conferenza stampa “Arena 60′ 70′ 80′ 90′”, il super show dedicato al revival musicale. Tanti i super ospiti attesi all’Arena di Verona, da Gloria Gaynor agli Aqua

L’Arena di Verona torna ad accogliere il music revival: andrà in onda a settembre la seconda edizione di Arena 60′ 70′ 80′ 90‘, lo show ideato e condotto da Amadeus in scena nella celeberrima location scaligera il 12, 13 e il 14 settembre, per poi andare in onda su RAI 1 nella prima settimana di garanzia, per tre sabati consecutivi.

Il progetto è stato presentato in conferenza stampa dall’anchorman Amadeus, apparso più raggiante che mai: “Sono felice di essere qui pure quest’annoha detto il presentatoreho un legame particolare con la città. I miei genitori e mio fratello ancora vivono qui, è una luogo che amo molto. Prima della prima edizione, non avevo mai condotto una serata all’Arena di Verona”.

Tantissimi gli artisti coinvolti che, come ha sottolineato proprio Ama, eseguiranno le versioni rigorosamente originali dei successi più grandi del quarantennio musicale che va dagli anni Sessanta fino agli anni Novanta, il decennio novità di questa nuova stagione. Saranno in scena non a caso tra i nomi già annunciati Gloria Gaynor, Holly Johnson (Frankie goes to Wollywood), Bonny Tyler, Paul Young, Richard Sanderson oltre che gli Aqua, uno dei fenomeni pop dance più grandi dei 90’s.

Per l’Italia saranno invece presenti la diva Ornella Vanoni, la quale interpreterà “L’appuntamento“, Rita Pavone (“Il ballo del mattone”) e Gianluca Grignani che eseguirà “Destinazione paradiso“: tutti gli artisti, usando le parole di Amadeus “Andranno a formare una compilation che chi ha la mia età ha conosciuto e apprezzato“.

Quattro decenni di musica dunque verranno sciorinati dal conduttore e dal Dj Massimo Alberti nel corso delle tre serate con l’Arena alla massima capienza (già staccati 17.000 ticket). Ma quale di queste quattro annate sceglierebbe Amadeus? “Tante canzoni mi si sono rimaste addosso. Il decennio che ho vissuto meno, ovviamente, è quello degli anni ’60, essendoci nato. Quello che ho vissuto in maniera particolare è quello dei ’70, con le prime serate, le prime feste. Gli anni ’80 sono stati quelli del mio arrivo a Milano. Poi gli anni ’90 sono stati gli anni delle serate, delle discoteche. Ogni decennio ha avuto la sua importanza. Ma se devo scegliere, scelgo gli anni ’70“.

Il presentatore poi, stuzzicato dalle domande dei giornalisti, ha parlato del fenomeno della riscoperta, avvenuta ad esempio con “Running up that hill” di Kate Bush, brano del 1985 al momento in cima alle classifiche di tutto il mondo dopo essere stato selezionato nella colonna sonora della quarta stagione della serie tv “Stranger Things”: “Quando una canzone rimane iconica e profondamente legata ad un periodo, significa che quella canzone è rimasta. Tutte queste canzoni sono rimaste a noi; basta rispolverarle, come sta facendo ad esempio proprio Stranger Things, con brani che esplodono a distanza di decenni e che vengono amati anche dai ragazzi. Anche noi vogliamo fare questo. Non abbiamo la pretesa di far tornare i pezzi in classifica, ma se succederà ben venga”. 

Immancabili infine le domande su Sanremo, tutte più o meno sviate dal noto conduttore che, però, ha confidato un particolare rilevante riguardo la tempistica: “Credo sia ancora prematuro parlare del Festival, quest’anno però le canzoni mi arriveranno sicuramente prima rispetto agli altri anni, quindi avremmo più tempo per decidere”.

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Crediti Foto: Assunta Servello/Marco Rossi per Ufficio Stampa RAI 


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