Questa mattina la Commissione Giustizia di Palazzo Madama ha approvato la calendarizzazione della Legge Zan. La legge volta ad estendere la Legge Mancino ai reati di violenza fondati su omolesbobitransfobia, misoginia e abilismo.

A sei mesi dall’approvazione alla Camera e dopo numerosi rinvii, ostruzionismi e tentativi di sabotarla anche da parte del presidente della Commissione Andrea Ostellari (Lega), il Ddl è pronto per essere discusso, approvato dal Senato ed essere convertito in legge.

PD, M5S E LEU FAVOREVOLI, IL CENTRODESTRA CONTRARIO

Il voto sulla calendarizzazione è passato con 13 sì e 11 no. A votare sì sono stati PD, M5s, LeU e Italia Viva – Il voto d IV è stato quello decisivo, sebbene quest’ultimo partito avesse dichiarato di voler presentare modifiche alla Legge, rischiando così di rimandarla alla Camera e farla affossare definitivamente, ora che il centrodestra è di nuovo al governo. I voti contrari sono stati di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

«La legge contro omotransfobia, misoginia e abilismo è stata calendarizzata in Commissione Giustizia al Senato. Finalmente ora può iniziare la discussione anche in questo ramo del Parlamento, per l’approvazione definitiva», ha scritto su Twitter Alessandro Zan (Pd).


OSTELLARI SI AUTO-NOMINA RELATORE, ZAN: “FORZATURA PER AFFOSSARE LA LEGGE”

Sempre Ostellari si è auto-nominato relatore del disegno di legge. A lui spetteranno i ruolo di dirigere il dibattito politico sulla legge, esprimendo il proprio parere e coordinarne la mediazione politica sul provvedimento. «Il regolamento prevede che il relatore di ciascun disegno di legge sia il presidente della commissione, che ha la facoltà di delegare questa funzione ad altri commissari. Poiché sono stato confermato presidente, grazie al voto della maggioranza dei componenti della Commissione, per garantire chi è favorevole al ddl e chi non lo è, tratterrò questa delega» ha dichiarato Ostellari dopo il voto.

Per Alessandro Zan, questa auto-nomina è «l’ennesima forzatura di chi vuole affossare una legge voluta dalla maggioranza del Senato. Ancora una volta dimostra di gestire la commissione Giustizia come fosse di sua proprietà. Le istituzioni si rispettano»

Anche la senatrice Monica Cirinnà (Pd) si è dichiarata dispiaciuta nel sapere di Ostellari relatore: «In queste settimane ha dimostrato, purtroppo, di non avere a cuore l’imparzialità del suo ruolo: sono curiosa di capire come eserciterà, a questo punto, quello di relatore»

LA CEI: “BISOGNA SENTIRE LA VOCE DEI CATTOLICI ITALIANI”

Sulla calendarizzazione del Ddl Zan si è espressa anche la Conferenza Episcopale Italiana: «Sentiamo il dovere di riaffermare serenamente la singolarità e l’unicità della famiglia, costituita dall’unione dell’uomo e della donna». Inoltre la CEI auspica ad un coinvolgimento dei cattolici italiani nella discussione per edificare “una società più giusta e solidale”.

«Una legge che intende combattere la discriminazione – dichiarano sempre i vescovi – non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna»

L’OPPOSIZIONE ESULTA INTANTO

L’opposizione del Governo intanto esulta e festeggia questo tanto agognato traguardo. La prima a farlo è la Vicepresidente del Senato e responsabile dei diritti umani PD Anna Rossomando, che twitta: “È stata lunga, ma questo risultato lo abbiamo ottenuto, le manovre ostruzionistiche non sono bastate. Ora andiamo avanti!”.

Il vicepresidente di Italia Viva al Senato Giuseppe Luigi Cucca dichiara: «Sono soddisfatto che il mio voto, quello di Italia Viva, sia stato quello decisivo affinché si calendarizzasse il Ddl Zan. Una legge contro l’omotransfobia serve al Paese. Ora dialoghiamo affinché sia approvata al più presto»

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