Bagno di celebrità per Carlos Cuevas, l’attore spagnolo che ha impersonificato Salaì, l’affascinante modello, pittore, allievo e amante di Leonardo Da Vinci, nella serie internazionale “Leonardo” di Frank Spotnitz e Steve Thompson – prodotta da Lux Vide e Rai Fiction – che racconta la storia del Nostro invidiato genio dell’arte.

Quattro puntate e quattro prime serate vinte per Rai 1 con la media del 24% di share e di quasi 6 milioni di telespettatori. Ed è già ufficiale la realizzazione di una seconda stagione. Luca Bernabei, patron di Lux Vide e co-produttore, ha anche anticipato cosa accadrà: “Parleremo di un Leonardo segreto a Roma”.

A portare a galla la normalità e bellezza delle attrazioni omosex, che da sempre coinvolgono anche gli artisti e anche i più grandi, Aidan Turner nei panni di Leonardo e Carlos Cuevas in quelli di Salaì.

In un momento storico in cui l’onda antica dell’omofobia torna a incutere terrore, il tema dell’omosessualità di Leonardo Da Vinci è stato proposto al vasto pubblico di Rai 1 attraverso dei baci “boom” gay: da quello con il modello e prostituto Jacopo Saltarelli (interpretato da Kit Clarke), per cui Leonardo venne arrestato e processato per sodomia, a quello ricorrente con Gian Giacomo Caprotti, detto Salaì.

Il personaggio di Salaì, che da furbo e scaltro truffaldino si trasforma in geloso e amabile innamorato, entra talmente tanto dentro la vita del suo maestro che alcune teorie sostengono che sia lui il volto della Monna Lisa. La cosa certa è che per molti anni, molti viaggi e molte opere, Salaì è stato accanto al suo Leonardo.

Salaì

Chi è stato Salaì? Con la serie TV “Leonardo” si sono riaccesi i riflettori sul collaboratore più fidato di Leonardo Da Vinci, tra le figure clou del Rinascimento.

Il Salaì, ovvero Gian Giacomo Caprotti, è esistito veramente. L’allievo prediletto, dallo sguardo seducente e dal portafoglio vuoto, come è stato ben tratteggiato dalla mini-fiction targata RAI di grande successo, ha saputo entrare nelle grazie di Leonardo, tanto di diventarne l’amante.

Nella bottega del genio toscano il Salaì entrò da giovanissimo: precisamente il 22 luglio 1490, come ci racconta lo stesso Leonardo nel primo foglio del suo Manoscritto C, oggi conservato a Parigi presso l’Institut de France. “Giacomo venne a stare con meco il dì della Madonna del 1490, d’età d’anni 10” si legge infatti.

Durante i primi anni in laboratorio – che in quel periodo si trovava a Milano, di fronte al Duomo e accanto all’Arengo – per tutti era semplicemente Gian Giacomo Caprotti. Il soprannome Salaì o Salaino – nato dalla contrazione della parola “saladino”, che significava “diavoletto” – gli fu affibbiato intorno al 1494 per via dell’infedeltà che tratteggiava la sua personalità.

Nonostante l’epiteto, Salaì fu accanto a Leonardo in tutti i suoi viaggi: da Milano a Venezia, poi a Firenze, nuovamente a Milano e successivamente a Roma. Nell’ultimo viaggio in Francia non lo accompagnò, ma lo raggiunse per un breve periodo, quando la sua salute divenne precaria. Non si sa se accadde qualcosa, fatto sta che non gli fu vicino durante la stesura del testamento né nel giorno della sua morte, il 2 maggio 1519, ed ebbe in eredità solo metà della sua vigna milanese, oggi patrimonio enogastronomico e culturale.

Tra i dipinti a lui attribuiti il “San Giovanni Battista”, la “Madonna col Bambino e i Santi Pietro e Paolo” e la “Madonna col Bambino e i Santi Giovanni e Battista”: tutti e tre esposti alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Nota anche la “Madonna col Bambino e Sant’Anna”, esemplata su quella di Leonardo, di proprietà del museo dell’Università della California e conservata in copia alla Galleria degli Uffizi di Firenze.

Del “San Giovanni Battista”, così come di altri suoi dipinti posseduti, vale a dire “Leda”, “San Girolamo”, “Sant’Anna” e “Gioconda”, vista l’omonimia con le opere del suo maestro, non è ancora chiaro se siano stati davvero frutto del suo lavoro o di Leonardo. La Gioconda nuda del Salaì, nominata anche “Monna Vacca”, è la più chiacchierata. Nell’opera, che ritrae una figura decisamente androgina, la mano di Leonardo è data per certa.

Ad intricare di più il mistero la fortissima somiglianza tra la leggendaria “Gioconda” leonardesca, detta anche “Monna Lisa”, e due altre opere in cui Leonardo ritrasse Salaì da giovane: il “San Giovanni Battista” e “L’Angelo incarnato”, disegnato con il pene in erezione. Da qui la teoria secondo cui la donna raffigurata nella Gioconda di Leonardo non sarebbe Lisa Gherardini ma proprio il suo amante e modello prediletto. A raccontarcelo anche Giovanni Clerici nel libro “Una notte con la Gioconda”, edito da Rizzoli nel 2008.

 

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Carlos Cuevas

L’attore spagnolo Carlos Cuevas è nato a Montcada i Reixac (Barcellona) il 27 dicembre del 1995, sotto il segno zodiacale del Capricorno, ed è è alto 175 cm.

Ha iniziato a recitare, già all’età di 5 anni, nella pubblicità. Dal 2004 lavora come attore, oltre che doppiatore per campagne pubblicitarie televisive e radiofoniche. È diventato noto al pubblico spagnolo grazie al ruolo di Biel Delmàs nella serie televisiva “Ventdelplà”, andata in onda dal 2005 al 2010.

Il grande salto nel cinema Carlos Cuevas lo ha fatto nel 2009, interpretando Dani nel film “Cruzando el límite” diretto da Xavi Giménez. Sono seguiti, tra i tanti lavori, anche: la commedia teatrale “Madame Melville” di Richard Nelson (2011), la serie televisiva “El misterio de Calenda” (2012), lo spettacolo teatrale “Barcelona”, diretto da Pere Riera, sulla Guerra civile spagnola (2013), il film “Ahora o nunca” (2015), l’opera teatrale “Romeo e Giulietta” di Shakespeare nel ruolo da protagonista (2016).

Per quanto riguarda la sua vita sentimentale si sa che l’attore è attualmente single e concentrato sul suo lavoro. Il suo profilo Instagram ufficiale (@carloscuevas) vanta oltre 1 milione di followers e su Twitter, nella puntata finale di “Leonardo”, ha portato in trend topic con l’hashtag #Salaì il personaggio da lui interpretato. Tutti pazzi per Salaì!

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Crediti Foto: RAI


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