Cinema
Marco Perego protagonista di Cannes: quattro film da produttore
Marco Perego, marito di Zoe Saldana, è presente al Festival di Cannel 2026 con tre film in concorso e uno alla Quinzaine.
Marco Perego è un regista, artista visivo e produttore bresciano, noto dal grande pubblico per essere il marito dell’attrice premio oscar Zoe Saldana, amata sia dal pubblico che dalla critica di tutto il mondo (‘Avatar’, ‘Star Treck’, ‘Guardiani della Galassia’, ‘Emilia Perez’). In passato Marco Perego ha realizzato come regista e produttore il cortometraggio ‘Dovecote’ interpretato dalla moglie e da oggi, grazie al Festival di Cannes 2026, si parlerà soprattutto di lui grazie alle quattro opere che presenterà al mondo, tre delle quali in concorso. Questo record lo consacra come uno dei produttori italiani più influenti del cinema internazionale: “Per la prima volta nella storia del festival, un produttore ha tre film in concorso e uno alla Quinzaine. Sono profondamente orgoglioso di questo, ma sento che si tratta solo dell’inizio di un viaggio molto più lungo” ha commentato il produttore all’ANSA.
Il record di Marco Perego al Festival di Cannes
Al suo debutto come produttore al Festival di Cannes, Marco Perego sarà in gara per la conquista dell’ambita Palma D’oro con il film ‘Paper Tiger’ di James Gray che vanta un cast stellare: Scarlett Johansson, Adam Driver e Miles Teller. Il secondo film in gara presentato da Perego è ‘Fjord’ di Christian Mungiu, con Renate Reinsve (neo candidata agli Oscar di quest’anno) e Sebastian Stan (‘The Apprentice’). Il terzo film in gara è ‘Minotaur’, di e con Andrey Zvyagintsev. Il film quarto film del produttore bresciano, ‘Butterfly Jam’ di Kantemir Balagov, è in selezione alla Quinzaine des Cinéastes. Nel cast vedremo Barry Keoghan e Monica Bellucci. Marco Perego è molto entusiasta della multi nazionalità dei suoi progetti. “la comunità è la cosa principale. Sento attorno questo senso di rete tra creativi, senza frontiere, da cui gli individui emergono con più forza. Ho appena finito di girare il mio lungometraggio in Italia. Il terreno per fare buon cinema è più che fertile”.