A due anni esatti dal brutto episodio che lo aveva visto negativo protagonista, è arrivata la condanna per Pietro Genovese, figlio del noto regista romano che, stando alle ricostruzioni, ha investito in stato di ubriachezza due ragazze che stavano attraversando la strada nei paraggi di Ponte Milvio a Roma.

Il 21enne è stato riconosciuto colpevole di duplice omicidio stradale aggravato delle due sedicenni Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli. Alla lettura della sentenza che lo ha condannato, in primo grado, a otto anni di carcere, il giovane è scoppiato in un pianto disperato e ha pronunciato queste parole: “E adesso cosa succede?”, portandosi le mani sul viso.

Una sentenza inaspettata, sopratutto perché la tesi difensiva si poggiava anche sul concorso di colpa delle vittime, che sarebbero state imprudenti nell’attraversamento, non avrebbero utilizzato le strisce e sarebbero passate con il rosso pedonale. 

Sorpresi anche gli avvocati Franco Coppi e Gianluca Tognozzi i quali, fuori dal carcere di Rebibbia, si sono così pronunciati: “Per quanto ci riguarda la sentenza non rispecchia quello che è emerso dagli atti, soprattutto rispetto al rosso pedonale. Comunque tutte le sentenze si rispettano e le motivazioni ci daranno conto del ragionamento del giudice”.

La madre di Camilla Romagnoli, dopo la sentenza: “La condanna di un ragazzo, anche se ha tolto la vita a mia figlia, non riesce a farmi piacere”. Parole molto diverse rispetto a quelle che pronunciò dopo l’udienza del 28 settembre quando accusò il ragazzo di non aver mostrato pentimento e che stesse recitando un copione a memoria.

 

 

Crediti Foto: studiolegalenegro/instagram


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