Pochi giorni fa in Turchia il ministero della Difesa ha annunciato a seguito dell’operazione Claw Eagle 2, avviata contro i ribelli di Dohuk per tentare di debellare le forze filo-curde legate al Pkk (appunto il partito dei lavoratori curdi), l’uccisione di tre soldati turchi in Iraq.

Il partito infatti è riconosciuto da anni e da istituzioni quali L’Unione Europea o gli Stati Uniti d’America come una pericolosa organizzazione terroristica che nel corso dei suoi attacchi, compiuti per destabilizzare la sicurezza nel territorio turco, ha accumulato più di 40mila vittime. Molti affiliati sfruttano i colli del confine iracheno come nascondiglio per progettare assalti e attacchi.

La prima Claw Eagle è stata lanciata a giugno, creando nuove basi militari turche nel nord dell’Iraq da cui colpire i ribelli del Pkk, ma già a gennaio 2020 erano state avviate due missioni contro i terroristi: Kapan e Yildirim. L’operazione Eren-10 Gabar, che prende il nome da un adolescente vittima del gruppo terroristico, ha permesso di uccidere tre militanti, arrestare 58 collaboratori e distruggere 213 rifugi usati dai terroristi come base logistica e sequestrare armi e munizioni.

Parallelamente, ai piani alti delle città turche, in questi giorni si sta assistendo a un aumento degli arresti per i presunti affiliati al gruppo, dopo che 13 ostaggi del Pkk sono stati trovati a nord dell’Iraq dall’Esercito. Sono almeno 718 le persone arrestate nei blitz compiuti in 40 diverse province, stando ai dati dell’Interno. Diversi degli arrestati sarebbero dell’Hdp, terzo partito per seggi al Parlamento di Ankara, che Erdogan ha già accusato di avere legami coi terroristi.

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Foto: LaPresse

TAG:
curdi pkk Turchia

ultimo aggiornamento: 15-02-2021


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