Attualità
Tensione nel Mediterraneo. Grecia e Turchia litigano per l’energia, ma non solo
La tensione è tornata alta tra Grecia e Turchia nel Mediterraneo orientale. Le ragioni della lunga rivalità sono diverse e riguardano soprattutto il settore dell’energia. I due Paesi si contendono il controllo di alcune risorse che si trovano nel Mediterraneo orientale, in acque rivendicate da entrambi i Paesi. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha usato parole forti, forse atte a spaventare la controparte, decidendo anche di spostare alcuni carri armati dal confine con la Siria a quello con la Grecia. Probabilmente la manovra era già prevista, ma questo non cambia lo stato delle cose.
“Capiranno che la Turchia è abbastanza forte politicamente, economicamente e militarmente da stracciare mappe e documenti immorali e lo capiranno attraverso il linguaggio della politica e della diplomazia, oppure attraverso esperienza amare” queste le parole del presidente turco in un suo discorso televisivo. Erdogan ha precisato che la Turchia e il popolo turco sono pronti a tutto, ma che sarebbero anche disposti a condividere le risorse, purché la spartizione sia equa. Ma il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha detto che i colloqui potranno riprendere solo quando la Turchia smetterà di minacciare.
Inoltre, il presidente Erdogan ha anche avviato cinque giorni di esercitazioni militari nella zona Nord di Cipro, la Repubblica turca di Cipro del Nord. L’isola che si trova di fronte alla costa turca, infatti, è una delle note più dolenti tra Grecia e Turchia. Ufficialmente la Repubblica di Cipro è uno Stato a sé ed è un membro dell’Unione europea, il più a Est. Ma in realtà la situazione è ben diversa. Cipro è di fatto divisa in due, la Repubblica di Cipro, filogreca e riconosciuta dalla comunità internazionale e la Repubblica turca di Cipro del Nord, riconosciuta solo dalla Turchia.
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Crediti foto: LaPresse