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Stop alle auto a benzina e diesel dal 2035, l’Ue ha deciso: ecco cosa succederà

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Autostrade, traffico Ferragosto

Ora è ufficiale: dal 2035 dovremo dire addio alle automobili a benzina e a diesel. Lo ha deciso il Parlamento europeo dopo una lunghissima trafila legislativa durata mesi, e che ora apre ufficialmente la strada alla rivoluzione dell’automotive con l’obiettivo di portare il Continente a emissioni zero nel 2050. Il via libera definitivo della Plenaria è avvenuto con 340 voti favorevoli, 279 contrari e 21 astenuti.

La Commissione europea si è spinta oltre, con la proposta di portare dal 2030 anche gli autobus a emissioni zero e per i camion di operare un taglio del 90% delle CO2 entro il 2040. Per arrivare allo stop a benzina e diesel per auto e furgoni nuovi nel 2035, le tappe disegnate dal piano dell’Ue sono le seguenti: entro il 2030 i costruttori dovranno ridurre del 55% le emissioni delle nuove auto immesse sul mercato e del 50% quelle dei nuovi veicoli commerciali. Bruxelles si impegna a presentare entro il 2025 una metodologia per valutare e comunicare i dati sulle emissioni di Co2 durante tutto il ciclo di vita delle auto e dei furgoni venduti sul mercato continentale.

Ma cosa succederà alle vecchie automobili a benzina e diesel?

La proposta introduce un’esenzione per i piccoli costruttori e garantisce anche una deroga del 10% per i veicoli pesanti che circolano in condizioni atmosferiche difficili. Potranno ancora utilizzare i motori termici. Nel 2026 sarà valutata anche la possibilità di mantenere motori ibridi o che utilizzano gli ecocarburanti (e-fuels). I produttori di nicchia (meno di 10mila auto l’anno, o meno di 22mila furgoni all’anno) potranno invece continuare a vendere i loro veicoli con i tradizionali motori termici fino al termine del 2035. Avranno così un anno in più di tempo per adeguarsi. Per chi invece produce meno di mille veicoli l’anno è prevista un’esenzione totale dalle nuove disposizioni Ue. Il cosiddetto bonus Zlev per concedere obiettivi più bassi di riduzione delle emissioni alle case automobilistiche che producono auto a zero emissioni e ibride sarà adattato. Ci saranno diverse tappe a scalare dal 2025 al 2029, fino alla sua eliminazione nel 2030.

Fino al 2030 le vecchie auto a benzina o diesel potranno continuare ad essere usate e fino al 31 dicembre 2024 si potrà anche acquistarne di nuove. Ma le auto a benzina o diesel sono destinate a subire un’importante svalutazione di prezzo in vista del 2035. E quindi il mercato, sia della vendita che della permuta, sia per l’usato che per il nuovo, dovrà subire un restringimento. Attualmente in Italia le immatricolazioni di auto elettriche rappresentano il 2,6% del totale del mercato.

Come acquistare un’auto elettrica e quanto costano le ricariche?

Attualmente esistono incentivi per l’acquisto di auto green, sia endotermiche che elettriche. I contributi sono di 2 mila euro senza rottamazione per le auto con emissioni tra 21 e 60 g/km CO2. Con la rottamazione salgono a 4 mila euro. Per la fascia di veicoli da 0 a 20 g/km CO2 l’incentivo è di 5 mila euro con la rottamazione e 3 mila euro senza. L’acquisto di un’auto elettrica attualmente comporta un investimento minimo di 20 mila euro. Per quanto riguarda il costo delle ricariche, i prezzi oscillano dai 40 ai 70 centesimi per Kwh. Il pieno di una 500 elettrica con batteria da 42 Kwh costa fino a 33 euro. Il costo per chilometro percorso ammonta a 10 centesimi, lo stesso del diesel.

Ma le tariffe per la ricarica elettrica sono destinate a salire. Anche perché attualmente l’Italia incassa 25 miliardi di euro l’anno dalle accise per la benzina e con il passaggio all’elettrico questi ricavi scomparirebbero. Le auto elettriche oggi godono anche dell’esenzione del bollo per cinque anni a partire dalla data della prima immatricolazione.

 

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Crediti Foto: Shutterstock

 

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