L’obiettivo del nuovo governo guidato dal premier Mario Draghi è quello di far tornare “il prima possibile in presenza e in sicurezza” gli studenti italiani nelle scuole dopo aver resistito tenendole aperte “fino allo stremo”. Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi intervenuto a Uno Mattina su Rai 1. “Bisogna essere ancorati alla realtà: tutti volevamo tenerle aperte le scuole, abbiamo tenuto i bambini in presenza fintanto che è stato possibile. Non sono decisioni a cuor leggero ma lo abbiamo fatto con senso di responsabilità. Sono scelte in cui tutto il paese deve essere presente”, ha aggiunto il ministro.

“Questa è una storia nuova, il virus è cambiato, la variante inglese colpisce i bambini, non li esclude come era al primo giro, i nostri figli e nipoti sono a rischio: con responsabilità abbiamo dovuto mettere questa bandiera rossa. Questo pericolo insieme lo vinceremo”, ha spiegato Bianchi, che ha espresso la propria fiducia nei confronti dell’operato degli insegnanti in questo difficile momento: “In questo anno gli insegnanti hanno lavorato moltissimo, hanno fatto tantissime esperienze, la dad non è quella dello scorso anno. Gli insegnanti hanno sempre tenuto la porta aperta e il contatto con i ragazzi. La scuola è in presenza per definizione ma non è stata ferma. Serve fiducia negli insegnanti in questa fase, stiamo soffrendo ma dallo sofferenza si esce elaborando quanto è successo. Bisogna insegnare ai ragazzi ad elaborare quanto successo e ampliare l’offerta didattica e fare un ponte tra questo e il prossimo anno. Il punto è la fiducia nei propri insegnanti”.

Il ministro dell’Istruzione ha poi parlato dell’esame di Maturità, annunciando che “quella di quest’anno sarà una prova di maturità vera: abbiamo abbandonato l’idea che si lavorava 5 anni e poi arrivava una busta con i temi e si faceva una sorta di lotteria. I ragazzi avranno un mese per poter svolgere il loro lavoro prepararlo e consegnarlo; la prova inizierà con la discussione di questo lavoro. Non è un esame all’acqua di rose né di emergenza: è una prova di maturità in cui i ragazzi potranno dimostrare come sono cresciuti, è un passaggio in avanti, non ci siamo messi all’angolo, è un esame di maturità vero”.

 

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Crediti Foto: LaPresse


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