Fra le priorità di Mario Draghi, alle prese in queste ore con le consultazioni per creare il nuovo esecutivo che dovrà guidare il Paese dopo la caduta del governo Conte, ci sarebbe in primis la scuola. Questo è emerso dal secondo giro di consultazioni con i piccoli partiti, durante il quale l’ex presidente della Bce ha illustrato un piano dettagliato di rilancio delle scuola, a partire da una  riorganizzazione del calendario scolastico tale per cui le lezioni potrebbero proseguire fino al 30 di giugno.

Non solo. Draghi avrebbe sottolineato l’importanza di ripartire a settembre con il piede giusto, colmando rapidamente il vuoto di insegnanti nelle classi (ne mancavano 10mila quest’anno a inizio anno scolastico) con nuove assunzioni e con nuovi investimenti. Lavorare da subito perché a settembre tutte le cattedre siano assegnate e i docenti siano in classe dal primo giorno del nuovo anno scolastico”, avrebbe detto Draghi durante l’incontro con i partiti.

Istruzione e giovani, insomma, sono i due principali investimenti produttivi da compiere secondo Draghi. Fra i primi obiettivi da perseguire, recuperare le risorse necessarie per ridurre l’abbandono scolastico e per aumentare il numero dei laureati, ma anche e soprattutto per investire nella ricerca, e rafforzare le connessioni tra le Università e il mondo delle imprese. Tutto questo sarà possibile anche con i quasi 29 miliardi previsti dal Recovery Plan.

 

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Foto: LaPresse

 

TAG:
assunzioni insegnanti Mario Draghi Scuola

ultimo aggiornamento: 09-02-2021


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