Di Michela Bellini

“Ciò che mangi oggi influenza il rischio di tumore domani”.  Uno studio francese condotto tra il 2009 e il 2017 su 105 mila pazienti (NutriNet-Santè), con età media 43 anni, ha riportato che il consumo quotidiano di cibi industriali aumenta tra il 6% e il 18% il rischio di tumore generale, aggiungendo che chi consuma1/3 di cibo giornaliero in forma di prodotti industriali, aumenta del 23% il rischio di sviluppare tumori nei 5 anni successivi; donne che mangiano più di 1/3 del loro cibo in forma industriale hanno il 38% di possibilità in più di sviluppare carcinoma al seno.

L’oncologia ufficiale è arrivata ad ammettere che un buon 30% dei tumori, sia scatenato da una alimentazione sbagliata e il supporto nutrizionale, è entrato nella carta dei diritti del malato oncologico.  Purtroppo però, 9 pazienti su 10, riferiscono che, la questione cibo, è stata liquidata come una stupidaggine. Non ci sono ormai più dubbi sull’evidenza che  il tumore sia una malattia sistemica, che coinvolge tutto il corpo, che vede alla base uno stato infiammatorio. L’aspetto sconvolgente é che i principali responsabili dell’ infiammazione siamo noi, con i nostri comportamenti: alimentazione, fumo, mancata attività fisica, forti stress, a cui dobbiamo aggiungere fattori non direttamente controllabili come inquinamenti, emissioni elettromagnetiche, virus e terapie assunte in maniera cronica. Ecco perché, diventa fondamentale agire dove possiamo farlo, non dimenticandoci che, le cellule tumorali divorano zucchero, venti volte in più delle cellule normali e, sta a noi, togliere a quest’ultime, quello che per loro è il carburante.  Mangiamo quindi ciò che anche i nostri nonni, riconoscerebbero come cibo e facciamo attenzione alla provenienza delle materie prime, prediligiamo il biologico vero e torniamo in cucina.

Evitiamo sovraccarichi di glutine moderno, latte e derivati del latte ogni giorno, zuccheri raffinati e prediligiamo legumi, uova da galline che razzolano, pesce dei nostri mari, meglio se azzurro e di piccola taglia, verdure di stagione, farine naturalmente senza glutine o di grani antichi, mandorle, noci e semi oleosi e olio extravergine di oliva spremuto a freddo.

La dottoressa Michela Bellini è una biologa nutrizionista. Laureata in Biologia della Salute, si occupa di nutrizione legata non solo al dimagrimento ma al completo stato di salute psicofisica della persona. Nell’anno 2019 conclude un percorso di formazione con il Prof. Franco Berrino, emerito epidemiologo dell’Istituto Tumori di Milano, autore di numerose pubblicazioni scientifiche e studioso dello stile alimentare collegato alle patologie croniche di questo secolo. Nel 2020 porta a termine il corso di alta formazione in Probiotica e Nutrizione acquisendo le competenze per la corretta integrazione probiotca e a fine anno inizia il percorso di studi Mymicrobiota con il Dott. F.Di Pierro e parallelamente si iscrive al corso biennale in Bioterapia Nutrizionale. Per OAPlus cura la rubrica Nutrimento Armonico.

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Crediti foto: Shutterstock


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