Di Michela Bellini

“Tutte le volte che mangio pasta, pane o pizza mi gonfio”.

E’ una condizione molto comune e un disagio che molti pazienti mi riferiscono quando vengono in studio. Si esce con gli amici e il giorno dopo ci si sente dei palloni. Hai sonnolenza, le energie ti mancano, i pantaloni stringono e affrontare la giornata lavorativa diventa faticoso come scalare una montagna. A volte arrivi al punto di non mangiare più pasta e pane e a rinunciare a una pizzata in compagnia poiché sai che poi la pagherai cara. Perché ti succede questo? La risposta probabilmente risale nel consumo quotidiano  di cereali moderni, in particolare del comune grano coltivato oggi. 

La vita di attuale ci porta a mangiare ogni giorno prodotti che contengono farina di grano: fette biscottate, biscotti, cracker, la pasta che non scuoce (e che quindi è ottima da portarsi in ufficio), grissini, pane, ecc…Il guaio di questo consumo quotidiano è che il grano, da cui derivano le farine che noi mangiamo, non è un grano naturale, ma è stato selezionato e modificato geneticamente nell’ultimo secolo, diventando un cereale con caratteristiche particolari alle quali il nostro intestino non ha avuto il tempo di adattarsi. Ed ecco che così appaiono sempre più frequentemente gonfiori, pesantezza, problemi intestinali, mal di testa e stanchezza cronica.

Le modifiche, infatti, avevano come unico scopo quello di aumentare la produttività per ettaro e la forza del grano stesso per renderlo adatto alla produzione industriale, che poteva così abbassare i tempi di lievitazione e aumentare la temperatura di essiccazione della pasta. Tutto questo si è tradotto in: minor altezza della pianta di grano (per ridurre l’allettamento e quindi aumentare la produttività,) ma maggior esposizione alle piante infestanti con conseguente obbligo di uso di erbicidi; selezione genetica sempre più stretta delle specie e quindi maggior indebolimento della pianta che non avrà più difese naturali contro i parassiti e dovrà essere sostenuta dai pesticidi (guarda caso le multinazionali proprietarie dei semi sono le stesse che producono erbicidi e pesticidi); modifica del glutine della pianta per dare maggior forza alla farina. Tale modifica ha creato il così detto glutine moderno che si è visto essere più tossico per l’intestino, in quanto ha una capacità maggiore di creare danni alla parete intestinale (permettendo così anche un maggior passaggio dei residui di pesticidi). E proprio questo effetto sull’intestino è alla base dei disagi lamentati dal consumo di pizza, pane e pasta.

Ma se il grano ad oggi è questo come posso fare? Dovrò per sempre rinunciare a magiare pasta e pizza?

Per fortuna non è così e anche su questi prodotti possiamo fare delle scelte consapevoli.

Ad oggi esistono ancora coltivazioni  di grani antichi che non hanno subito alcuna modifica con raggi x e che portano con se un glutine originario, riconosciuto dal nostro intestino e altamente digeribile. Si tratta di coltivazioni per lo più biologiche (quindi senza l’uso di pesticidi) che rispettano la biodiversità dell’ambiente e conservano tutte le proprietà dei cereali: ottimo apporto di fibra, profumi e sapori incredibilmente buoni, presenza di antiossidanti, ricchezza di minerali come fosforo, magnesio, zinco e selenio. Questi sono i nomi di alcuni grani antichi: Gentil Rosso, Verna, Saragolle, Rosselli, Solina, Farro Monococco, Timillia, Frassineto, Russello… e se credi che trovare questi grani sia quasi impossibile ti sbagli.

Solo per farti un esempio in Romagna esistono certamente due forni che panificano con questi grani e sempre nella regione Emilia Romagna nel 2013 è stato finanziato il progetto Vìrgo. Tal progetto aveva come obiettivo quello di “sviluppare nelle aree regionali colpite dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, una filiera corta per la produzione di pane caratterizzato da ottimali standard salutistici e nutrizionali, a partire da grani teneri di antica costituzione coltivati in sistemi agricoli a basso impatto ambientale come l’agricoltura biologica e biodinamica (http://www.granovirgo.it/progetto-virgo). Come vedi basta guardare un poco più in la dello scaffale del supermercato.

Portare nella alimentazione quotidiana prodotti di cereali antichi, ti consentirà non solo di non avere più quegli enormi disagi, ma anche di non sovraccaricarti di glutine moderno in modo che quando esci con gli amici potrai gustarti meglio una bella pizza senza doverne pagare le conseguenze. E tutto questo perché durante la tua settimana avrai fatto uno scarico di glutine tossico scegliendo di consumare grani antichi, ancor meglio se alternati a cereali che per natura non hanno il glutine come ad esempio riso integrale e miglio.

 

 

La dottoressa Michela Bellini è una biologa nutrizionista. Laureata in Biologia della Salute, si occupa di nutrizione legata non solo al dimagrimento ma al completo stato di salute psicofisica della persona. Nell’anno 2019 conclude un percorso di formazione con il Prof. Franco Berrino, emerito epidemiologo dell’Istituto Tumori di Milano, autore di numerose pubblicazioni scientifiche e studioso dello stile alimentare collegato alle patologie croniche di questo secolo. Nel 2020 porta a termine il corso di alta formazione in Probiotica e Nutrizione acquisendo le competenze per la corretta integrazione probiotca e a fine anno inizia il percorso di studi Mymicrobiota con il Dott. F.Di Pierro e parallelamente si iscrive al corso biennale in Bioterapia Nutrizionale. Per OAPlus cura la rubrica Nutrimento Armonico.

 

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Crediti foto: Michela Bellini


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