Di Michela Bellini

Avrai sentito sicuramente parlare di questo meccanismo fisiologico, chiamato “Infiammazione”. L’infiammazione è un processo naturale di difesa innata contro stimoli irritativi, ferite o infezioni.

Si caratterizza per quattro segni tipici: arrossamento, calore, gonfiore e dolore e questi sintomi dipendono da tutta una cascata di eventi che portano alla formazione finale di sostanze infiammatorie utili alla difesa contro l’eventuale microbo e alla ricostruzione dei tessuti danneggiati. Esiste però anche un altro tipo infiammazione che è quella cronica di basso grado, che si instaura lentamente e continua per decenni, anche per tutta la vita. Fattori che scateno questo tipo di infiammazione sono iperglicemia, eccesso di grassi circolanti nel sangue, tessuto adiposo viscerale (la famosa pancetta), un’ alimentazione ricca di sostanze pro-infiammatorie e condizioni stressogene. Questo tipo di infiammazione danneggia tessuti, organi e apparati, sia nella loro struttura anatomica che nelle funzioni fisiologiche, con effetti sistemici su tutto l’organismo, tant’è che è stata riconosciuta come la causa comune delle patologie cronico degenerative quali diabete, parkinson, alzhaimer, malattie cardiovascolari e tumori. Se è vero che la vita moderna, con i suoi ritmi e i suoi inquinanti, favorisce uno stato infiammatorio latente, è anche vero che modifiche allo stile di vita, ed in particolare all’alimentazione, possono fare molto per evitarlo. Da molto tempo, infatti, è noto che l’alimentazione è strettamente connessa alle difese immunitarie: fame e malnutrizione sopprimono le funzioni immunitarie, ipernutrizione ed obesità favoriscono una immunità aberrante che favorisce la comparsa di patologie. In particolare, l’obesità addominale è caratterizzata da uno stato infiammatorio cronico supportato a sua volta dal tipo di cibi che vengono introdotti con la dieta. Numerosi studi hanno evidenziato un ruolo diretto della dieta sui livelli plasmatici di marker infiammatori come la Proteina C Reattiva (PCR sugli esami del sangue), che risulta significativamente aumentata con: consumo elevato di carne, eccesso di sale, cibi ad alto indice glicemico (farine bianche e derivati, dolciumi, zuccheri, prodotti industriali da forno), grassi idrogenati (margarine), grassi saturi (burro, olio di palma, strutto).

Ma l’effetto principale sullo stato infiammatorio è dato dai cibi di provenienza animale (eccetto il pesce), in particolare carni ed insaccati. Il motivo è che carni e formaggi sono ricchi di acido arachidonico, una sostanza che l’organismo usa per produrre molecole infiammatorie. Alcuni studi avrebbero evidenziato un effetto protettivo nel consumo di formaggi fermentati, ma questo effetto sembrerebbe legato alla presenza di acido linoleico presente solo nel latte di mucche alimentate al pascolo; perciò se dovete consumare latte e formaggi il consiglio è di scegliere prodotti da mucche che brucano erba. Se abbiamo compreso cosa favorisce l’infiammazione, vediamo ora quali cibi ci possono aiutare ad evitarla. L’approccio migliore è quello mediterraneo con prevalenza nella dieta di: olio extravergine di oliva spremuto a freddo, cereali integrali, in particolare riso integrale (altamente antinfiammatorio), legumi, frutta e verdura (molto utili le crucifere, le cipolle e le mele), pesce (in particolare pesce azzurro), frutta secca e semi oleosi, frutti di bosco, erbe selvatiche, spezie quali zenzero e curcuma.

 

La dottoressa Michela Bellini è una biologa nutrizionista. Laureata in Biologia della Salute, si occupa di nutrizione legata non solo al dimagrimento ma al completo stato di salute psicofisica della persona. Nell’anno 2019 conclude un percorso di formazione con il Prof. Franco Berrino, emerito epidemiologo dell’Istituto Tumori di Milano, autore di numerose pubblicazioni scientifiche e studioso dello stile alimentare collegato alle patologie croniche di questo secolo. Nel 2020 porta a termine il corso di alta formazione in Probiotica e Nutrizione acquisendo le competenze per la corretta integrazione probiotca e a fine anno inizia il percorso di studi Mymicrobiota con il Dott. F.Di Pierro e parallelamente si iscrive al corso biennale in Bioterapia Nutrizionale. Per OAPlus cura la rubrica Nutrimento Armonico.

 

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