Ieri sera, Giuseppe Conte, nelle varie anticipazioni in merito al nuovo DPCM, ha affrontato anche il problema relativo agli alti costi delle mascherine su cui, sappiamo molto bene, esserci stata una grandissima speculazione a fronte del numero esiguo a disposizione rispetto alla richiesta.

Dal 4 Maggio, giorno della Fase 2, le mascherine saranno obbligatorie solo nei luoghi chiusi, quali autobus, negozi o metropolitane, in presenza di altre persone a parte i bimbi al di sotto dei 6 anni, perdendo di fatto l’applicazione dell’uso coatto. Per venire incontro a questa spesa, Giuseppe Conte, assieme al suo pool di esperti, ha comunicato ai venditori che il costo di ogni singola mascherina non dovrà superare i 0,50 euro al netto dell’imposta sul valore aggiunto.

Ma, a questa dichiarazione, sono scaturite le polemiche da parte del corpo farmacisti i quali ritengono impossibile attenersi ai prezzi imposti dal Premier, visto che, di per sé, le mascherine sono state pagate a 0,90 euro, portando il lavoro in perdita quasi del 50 per cento. I farmacisti napoletani, nello specifico, si sono detti in attesa di indicazioni nazionali più chiare.

Nel frattempo, hanno sospeso la vendita per autotutela della categoria a fronte della confusione informativa istituzionale sui prezzi. Il presidente di Federfarma Napoli, Michele Di Iorio, questa mattina ha diffuso una circolare ai colleghi: «Abbiamo assistito, a mio avviso, a un corto circuito informativo grave – dice -. Il premier davanti a 60 milioni di italiani ha detto che le mascherine si venderanno a 50 centesimi senza Iva, contemporaneamente il commissario Arcuri ha scritto che si devono vendere a 50 centesimi più Iva, ovvero 61 centesimi».

Crediti Foto: la_stampa/instagram

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