Il governo sta lavorando in queste ore ad un nuovo piano di misure restrittive da mettere in atto dopo l’Epifania, quando scadrà il Decreto Natale, per contenere i contagi da Covid-19 che non accennano a diminuire. Il calendario delle nuove chiusure scatterà dal 7 al 15 gennaio: proseguirà il sistema delle zone di rischio, gialla, arancione e rossa, che impongono il blocco degli spostamenti e la chiusura dei locali pubblici in base all’indice Rt. Potrebbe essere introdotta tuttavia una novitàdal 15 gennaio potrebbe scattare una nuova «zona bianca» dove potranno restare aperti tutti i luoghi della cultura, cinema, musei, teatri, ma anche palestre, piscine e ristoranti. La proposta arriva dal ministro della Cultura Dario Franceschini con l’obiettivo di “dare una nuova speranza ai cittadini”, ha spiegato il ministro, e ha subito trovato l’appoggio del premier Giuseppe Conte, tanto che dovrebbe essere tradotta in norma di legge già nel prossimo Dpcm.

Ma vediamo il calendario delle restrizioni attualmente allo studio del governo che potrebbero scattare dopo il 6 gennaio.

Il 7 e l’8 gennaio tutta Italia zona gialla

Sono gli unici due giorni in cui tutta Italia potrebbe essere gialla. Una decisione ancora da prendere, ma che verrebbe assunta anche per consentire la riapertura delle scuole con il ritorno in presenza, sia pure al 50%, degli studenti delle superiori. L’8 gennaio arriverà il monitoraggio settimanale, che fornirà i dati in base ai quali il ministro della Salute Speranza firmerà l’ordinanza per assegnare a ogni regione la fascia di rischio.

Il 9 e 10 gennaio scatta la zona arancione

Sabato 9 e domenica 10 gennaio tutta Italia potrebbe ritrovarsi arancione. Vuol dire che ci si potrà spostare liberamente all’interno del proprio Comune, ma saranno chiusi bar e ristoranti. I negozi saranno aperti, mentre i centri commerciali dovranno tenere le saracinesche abbassate. Aperti i parrucchieri e i centri estetici.

Fino al 15 gennaio

Dall’11 al 15 ritorna la divisione per fasce e dunque ogni regione seguirà le regole previste dalla fascia in cui si trova, sulla base delle valutazioni dell’Istituto superiore di sanità.

Divieto di spostamento

Tra le misure che si stanno valutando c’è la proroga del divieto di spostamento tra le Regioni anche se si trovano in fascia gialla. Per questa misura, che limita le libertà costituzionali, serve un decreto legge e il governo ha deciso di confrontarsi con i presidenti di Regione.

Parenti e amici

Il governo potrebbe lasciare la possibilità a due persone di effettuare visite a parenti e amici. La regola sarebbe uguale a quella applicata durante le festività natalizie: solo una visita al giorno, sempre entro i limiti del coprifuoco e con la possibilità di portare con sé i figli minori di 14 anni.

Coprifuoco

Alcuni scienziati hanno proposto al governo di valutare l’anticipo del coprifuoco alle 20 anzichè alle 22. Ma anche i ministri della «linea dura» pensano che questa misura non influirebbe in maniera determinante sul controllo dei contagi. Pare scontato che si confermerà il divieto di uscire dalla propria abitazione dalle 22 alle 5, a meno di «comprovate esigenze», vale a dire motivi di lavoro, urgenza e salute.

Abbassata la soglia di Rt 

Dopo l’ok del Cts, il governo ha deciso di abbassare gli indicatori di rischio contagio, per intervenire in quelle aree dove il numero dei contagi continua a salire. E così da ora in poi entreranno in zona arancione le regioni che hanno un Rt pari a 1 (attualmente è 1,25) e in zona rossa quelle che sono a 1,25 (adesso è 1,50).

 

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Crediti foto: LaPresse


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