Bielorussia, continuano le proteste e gli scontri a Minsk
Crediti Foto: LaPresse

In Bielorussia, l’ex candidata alla presidenza dello stato Svetlana Tikhanovskaya aveva fondato un organo con il compito di garantire una transizione del potere fluida e non caotica: il Consiglio di coordinamento dell’opposizione.

Domenica a Minsk e nelle altre città bielorusse sono continuate le manifestazioni contro i risultati delle elezioni di quasi due mesi fa. I manifestanti portavano la foto di Svetlana Tikhanoskaya, l’oppositrice del presidentissimo che ha chiesto aiuto alla comunità internazionale e in particolare al presidente francese Emmanuel Macron, il quale visiterà la città di Vilnius, capitale della Lituania, dove la politica bielorussa è rifugiata. Dopo che lo scorso 9 agosto Alexandr Lukashenko è stato rieletto premier, e sono iniziate le proteste continuate anche lo scorso finesettimana con centinaia di arresti, tutti i membri (in tutto 7) del Consiglio di coordinamento dell’opposizione sono stati arrestati o costretti all’esilio.

L’ultima è Svetlana Alexievich, premio Nobel per la letteratura che ha lasciato la Bielorussia in questi giorni. Non è una scelta strettamente politica, afferma la scrittrice, che si recherà a pubblicizzare il suo ultimo libro in Svezia, per poi recarsi in Sicilia dove le sarà conferito un premio. Quando le hanno chiesto se dalla Sicilia abbia intenzione di tornare in Bielorussia, la Alexievich ha risposto che dipenderà “da come si evolvono gli eventi qui e dal suo stato di salute”, riferisce Tatyana Tyurina, la sua assistente.

Sergei Dylevsky e Olga Kovalkova sono stati i primi membri del Consiglio di coordinamento ad avere dei problemi. Il 24 agosto infatti sono stati arrestati dagli ufficiali dell’Omon mentre appoggiavano gli scioperanti di una fabbrica di trattori a Minsk e condannati a 10 giorni di reclusione. La Kovalkova, uscita il 5 settembre si è autoesiliata a Varsavia, avendo ricevuto minacce di ulteriori arresti da parte delle autortà.

 

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