Dopo due settimane dall’incarcerazione dell’avvocato, blogger e oppositore anti-governativo russo Alexei Navalny, La Corte europea per i diritti dell’uomo ha fatto richiesta formale alle autorità russe affinché venga predisposta subito la scarcerazione, come riferisce la legale dell’attivista anti-Putin, Olga Mikhailova, citata da Interfax: “”È la prima volta che la Corte prende una tale decisione e le autorità russe dovrebbero attuarla”, ha sottolineato l’avvocato.

Le autorità russe, tuttavia, non sembrano d’accordo con le decisioni della Corte. Il ministro della Giustizia russo Konstantin Chuychenko ha infatti definito illegittima la sentenza, aggiungendo che non sarà in alcun modo possibile attuarla.  Una richiesta “senza precedenti” che non solo “si tratta di una chiara e grossolana interferenza nelle attività della magistratura di uno Stato sovrano”, ha detto il ministro, ma è anche “irragionevole e illegale, poiché non contiene alcuna indicazione di alcun fatto o norma di legge che consentirebbe al tribunale di prendere una tale decisione”. E ancora ha proseguito: “la richiesta”, ha detto, “è ovviamente impraticabile, poichè in conformità con la legge russa non ci sono motivi legali per il rilascio di questa persona dalla custodia”. Secondo Chuychenko infatti, “i giudici europei hanno preso una decisione chiaramente politica, che non può che complicare il ripristino di relazioni costruttive con le istituzioni del Consiglio d’Europa”.

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navalny Putin

ultimo aggiornamento: 18-02-2021


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