Attualità
Le invisibili gerarchie fra contents creators
Le invisibili gerarchie fra contents creators. Nei social si è imposta la divisione fra contenuti “nobili” e “cringe”, che talvolta diventano veri e propri destini. La parabola di Bella Poarch è indicativa: diventata virale con dei video di face dance, contenuto ritenuto “cringe”, ha poi tentanto di spostarsi su contenuti ritenuti “seri” come musica e videogiochi, venendo disprezzata e bullizzata.
In teoria quello del contents creator (d’ora in poi CC) è un lavoro senza gerarchie, dato che l’unica divisione ufficiale fra i vari produttori di contenuti è dato dalla tipologia di materiale prodotto: videogiochi, beauty, travel e via discorrendo. Tuttavia col tempo si è instaurata una sorta di gerarchia informale basata sulla presunta “nobiltà” dei contenuti prodotti, con tanto di vero e proprio bullismo nei confronti dei professionisti che si dedicano a contenuti ritenuti “indegni”. Vediamo che succede
L’esempio Bella Poarch
Bella Poarch è una contents creator filippino-statunitense classe 1997. Dopo un’infanzia travagliata e segnata dalla violenza del padre adottivo, la Poarch sceglie la carriera militare per allontanarsi da lui. Finito il periodo di servizio militare, tenta di sfondare su TikTok con video a tema cosplay e videogiochi, riuscendoci nell’agosto del 2020 con dei video di sincronizzazione labbiale, in particolare quello in cui finge di cantare “Sophie Aspin Send” di Millie B. In pochi mesi il video diventa il più apprezzato della piattaforma, e una delle contents creators con maggiori followers di TikTok. Da lì tutta la sua carriera sembra in discesa, ma i problemi presto si affacciano rompendo l’idillio.
Milionari bullizzati
In brevissimo tempo la Poarch firma ingaggi prestigiosi e ben remunerati con aziende di Esports e un contratto con la blasonata casa discografica Warner Bros. Il 14 Maggio 2021 esce il suo singolo di debutto “Build a bitch” e il 12 agosto 2022 il suo primo album, che vengono ben accolti da pubblico e critica ma non ottengono il successo sperato. Proprio qui sta il problema: Bella Poarch dal pubblico viene percepita come quella che è diventata famosa “faccendo le faccette”, quindi tutte le sua altre collaborazioni e tentativi di cambiare genere di contenuti vengono visti come innapropriati, perché più “seri” rispetto a quelli che le hanno dato la fama.
La maledizione della face dance
Nel frattempo i contenuti che l’hanno resa virale diventano una vera e propria categoria dei social, denominata “face dance”. La “face dance” in brevissimo tempo si diffonde ovunque su Instagram e TikTok, e diventa il simbolo della frivolezza e della stupidità dei contenuti pensati per divertire sui social con poche pretese. Bella Poarch essendo la madre di questa tendenza viene confinata nel limbo dei CC dai contenuti demenziali, che vanno benissimo finché rimangono nel loro ambito, ma vengono pesantemente derisi quando provano a fare qualcosa di “più serio”, ad esempio a parlare di videogame o ancor peggio a produrre musica. La Poarch nonostante il successo viene quindi derisa, bullizzata, trattata come un’appestata da pubblico e colleghi, finché non decide di lasciar stare musica e videogiochi e capitalizzare la sua fama aprendo un profilo su OnlyFans.
Come si decide se un contenuto è nobile o stupido?
Tenendo conto della parabola di Bella Poarch, è legittimo chiedersi con quali criteri il pubblico e i professionisti dei social dividano i contenuti “seri” dai contenuti “stupidi” e quindi i contents creators “nobili” da quelli “stupidi” o, come direbbero i giovani, “cringe”. Per quanto ci si provi, è difficile individuare un qualche criterio condiviso: sicuramente la “serietà” percepita a livello sociale dell’argomento trattato incide parecchio, dato che i CC che si occupano di divulgazione storica, scientifica, geopolitica o religiosa vengono percepiti quasi sempre come seri, nonostante la gran parte delle volte non differiscano di molto a livello di eloquio e impostazione della comunicazione da quelli ritenuti “stupidi”. Allo stesso modo è ormai assodato che i CC che si occupano di contenuti soft erotici, interviste con fenomeni da baraccone o balletti vengano percepiti dalla maggioranza dell’utenza social come “poco seri” se non addirittura “ridicoli”.
L’intersezione di tutto
Paradossalmente proprio quando queste gerarchie invisibili paiono avere una qualche logica sottostante, arriva un nuovo trend che distrugge ogni certezza: parliamo del recentissimo fenomeno del crossover fra contenuti percepiti come “opposti”. Soft porno abbinato a contenuti politici, videogiochi abbinati al food, balletti che promuovono ONG mediche, tutto si mischia con tutto, tanto che ormai è difficile capire quando questi crossover sono fatti con fini seri o satirico/demenziali. Il diffondersi rapidissimo di questo fenomeno ha creato nuove fratture e polarizzazioni fra l’utenza social, dividendo chi vede in questo trend la sana rottura di confini puramente artificiali fra “basso” e “alto”, e chi invece ritiene la rottura di ogni argine fra “serio” e “stupido” la definitiva dimostrazione che i social tendono a livellare verso l’infinitamente basso ogni cosa.
Il futuro
Nonostante nessuno abbia mai formalizzato le gerarchie fra CC, queste indubbiamente esistono e soprattutto agiscono creando e stroncando continuamente carriere. Il recentissimo fenomeno fra crossover tra contenuti ritenuti “opposti” non sembra scardinare il potere di queste gerarchie, ma pare più che altro le sfrutti risaldandole. L’emblematica storia di Bella Poarch, ripetutasi altre decine di volte con molti altri CC, dimostra come il diventare famosi con un genere di contenuti porti il pubblico ad etichettare il CC come “quello/a che fa quella roba”, e a provare fastidio (persino rabbia!) quando questo prova a cambiare. In questi casi le etichette divengono veri e propri destini, da cui sembra impossibile sfuggire.