La nuova frontiera della comunicazione è rappresentata sicuramente dai podcast. Le serie audio a puntate sono prolificate negli ultimi anni, creando contenuti di ogni genere. Da domani anche la Corte Costituzionale avrà un suo podcast. Il Palazzo della Consulta apre – in maniera figurata – le sue porte a tutti quelli che vogliono sapere di più sulle attività della più alta istituzione giuridica italiana.

Si chiamerà La Libreria dei Podcast della Corte Costituzionale e partirà proprio nel giorno della Festa della Repubblica. L’organo che ha il compito di vigilare sulla Costituzione italiana si apre così alle nuove generazioni e approfitta del successo degli ultimi anni dei racconti audio a puntate. “Utilizzando uno degli strumenti oggi più diffusi nella comunicazione [il podcast] si propone di promuovere la cultura costituzionale”, queste le parole che si leggono nella pagina dedicata, accompagnate dal trailer di presentazione.

I podcast saranno dedicati a temi diversi. Racconteranno la vita e le attività della Corte Costituzionale, ma anche i momenti più importanti della storia repubblicana. Uscirà una nuova puntata ogni venerdì della durata di circa 20 minuti.

Chi parlerà? Ogni episodio sarà raccontato da un diverso giudice della Corte Costituzionale. La prima puntata – quella di domani – avrà la voce di Marta Cartabia, prima presidente donna della Consulta e sarà intitolata “La Costituzione e la Repubblica”.

Dove si potranno ascoltare? Tutte le puntate saranno disponibili visitando il sito della Corte Costituzionale, oltre che sugli account social e sul portale dell’enciclopedia Treccani. I podcast saranno anche ripresi da alcuni programmi radiofonici di Radio Rai 1, Radio Radicale e Radio 24. Il fine è quello già sottolineato dalla Corte Costituzionale nel suo comunicato, quello di “diffondere e consolidare il sentimento de appartenenza alla res publica.

In un momento burrascoso per la magistratura italiana dovuto al caso Palamara, il tempismo dell’iniziativa risulta essere azzeccato. È evidente – infatti – il bisogno di ripristinare l’appartenenza ai valori fondanti della res publica. E il ripasso e la promozione della cultura costituzionale non possono che giovare a tutti. Garanti di giustizia compresi.

 

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Crediti foto: LaPresse