Una giornalista in possesso della doppia nazionalità – cinese e australiana – volto noto in Cina è stata arrestata. Si chiama Cheng Lei ed è la conduttrice di un programma di notizie in inglese su un canale che appartiene alla televisione di Stato cinese, la CCTV. Non ci sono accuse contro di lei e le autorità non hanno spiegato il motivo dell’arresto. Per questo, si fa strada l’ipotesi che l’arresto sia una diretta conseguenza delle tensioni tra Australia e Cina.

Cheng Lei è nata in Cina, ma è cresciuta in Australia. Dopo la laurea a Brisbane, nel Queensland ha lavorato per il canale di informazione finanziaria statunitense CNBC, prima di diventare il volto del programma “Global Business” in Cina. Almeno dalla seconda metà di agosto si troverebbe sotto sorveglianza residenziale in un luogo non specificato. Il 14 agosto, infatti, il governo australiano ha ricevuto una notifica dove veniva comunicata la detenzione di Cheng Lei. Con questa misura – introdotta nel 2013 – la polizia cinese può trattenere un sospettato anche fino a sei mesi. Alcune NGO che si occupano di diritti umani stanno seguendo la vicenda. Il direttore dell’organizzazione Safeguard Defenders, Peter Dahlin, ha sottolineato che se l’isolamento di un detenuto avviene mentre è in corso un’indagine per le Nazioni Unite rientra tra le torture.

Secondo alcuni media australiani la giornalista sarebbe stata arrestata per aver criticato la gestione cinese della pandemia, ma è altrettanto possibile che la Cina abbia voluto lanciare un messaggio all’Australia. Come già accennato a proposito del crollo del Pil australiano, la mossa dell’Australia di richiedere, insieme ad altri 120 paesi, un’inchiesta indipendente sull’origine del Coronavirus non era stata gradita da Pechino. Anche se la Cina è il primo partner commerciale dell’Australia tra i due Paesi è in corso una guerra commerciale, meno incisiva di quella tra USA e Cina, ma potenzialmente dannosa. La Cina, per esempio, ha già applicato dazi su alcune merci e vietato l’esportazione di altre. Mentre l’Australia ha bloccato la vendita di un’azienda casearia ad una compagnia cinese, motivando la decisione come “contraria all’interesse nazionale”.

I sospetti sono emersi quando la giornalista aveva smesso di rispondere ad alcuni messaggi. La sorveglianza residenziale, infatti, impedisce al detenuto di contattare qualcuno – compresi gli avvocati – anche in assenza di un’accusa. Non è la prima volta che dei sospettati vengono arrestati e fatti sparire, ma il caso di Cheng Lei sta facendo discutere in quanto volto noto della TV di Stato e cittadina australiana, oltre che cinese. Per questo un possibile ostaggio diplomatico.

 

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Crediti foto: LaPresse