La Spagna diventa il settimo Paese a rendere legale il cosiddetto suicidio assistito e l’eutanasia. La Camera dei Deputati spagnola ha infatti votato ieri la legge sull’eutanasia, e con 202 voti a favore, 141 contrari e 2 astensioni è passata.

La legge entrerà in vigore tra tre mesi e prevede la possibilità per chi risiede in Spagna da almeno 12 mesi e sia affetto da una malattia “grave e incurabile o da una patologia “grave, cronica e disabilitante”, che provochino “una sofferenza insopportabile”.

Si distinguono due tipologie di eutanasia: attiva, quando il medico somministra al morituro il farmaco fatale, e passiva, quando il medico si limita a staccare le macchine o a fermare le cure. Con suicidio assistito invece si intende un suicidio indotto dal paziente stesso tramite farmaco prescritto. È il morituro insomma a scegliere quando morire.

La legge prevede un iter di alcune settimane per accertare la piena volontà dell’individuo. Due richieste nell’arco di 15 giorni al medico, che inoltrerà la lettera a una commissione che la valuterà entro 19 giorni. Ai medici resterà il diritto di fare obiezione di coscienza.

L’eutanasia, come scrive El Pais , è già legale in Belgio, Canada, Lussemburgo e Olanda; in Colombia la pratica è ammessa ma non regolamentata; in Nuova Zelanda la legge entrerà in vigore a novembre. In Svizzera e in alcuni Stati degli Stati Uniti è regolato solamente il suicidio assistito.

Ma una grossa fetta di popolazione, marcatamente cattolica o di destra, è subito scesa in piazza a protestare contro la votazione favorevole.

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TAG:
Eutanasia Spagna

ultimo aggiornamento: 20-03-2021


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