Da tre notti a Brooklyn Center, nei sobborghi di Minneapolis, si sta consumando una violenta protesta in seguito all’uccisione di un ventenne afroamericano, Daunte Wright, che secondo la testimonianza della madre, a cui il ragazzo ha telefonato avvertendola che due poliziotti lo avevano fermato per un arbre magique appeso allo specchietto: “Ho sentito paura nella sua voce. Non posso accettare la tesi dell’errore. L’agente che ha sparato deve pagare per le sue responsabilità” spiega la donna parlando della telefonata. Quella fermata gli sarebbe risultata fata; infatti, l’agente Kim Potter ha sparato un colpo di pistola uccidendo il giovane. Il comando di polizia comunica che l’agente avrebbe scambiato la pistola per il taser.

In città si è radunata una fitta folla che ha accerchiato il comando di polizia per tre notti consecutive, per chiedere giustizia per l’ennesimo caso di uccisione di un afroamericano da parte delle forze dell’ordine, problema secolare in Usa portato violentemente alla luce dal movimento #blacklivesmatter. Kim Potter ha deciso di essere licenziata con effetto immediato. Scelta intrapresa subito dopo anche dal capo dipartimento di Brooklyn Center, cui apparteneva l’agente Potter.

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Foto: Lapresse

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Minneapolis

ultimo aggiornamento: 15-04-2021


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