Condannato all’ergastolo con rito abbreviato per l’omicidio dell’amica promoter Marilena Rosa Re, Vito Clericò, 64 anni, si è tolto la vita ieri nel carcere di Busto Arsizio in provincia di Varese.

L’uomo, dopo aver scritto una lettera con le sue motivazioni, si è suicidato ingoiando sacchetti per l’immondizia sino a soffocarsi.

Un orto, i resti della povera donna decapitata disseminati nella proprietà di Clericò. Il cranio, rinvenuto presso alcuni binari. Cos’ha spinto Vito Clericò con la complicità della moglie Alba De Rosa a compiere tali atrocità?

Marilena Rosa Re, 58 anni, madre di due figli, era un’amica di Clericò ed in virtù di questa amicizia, gli aveva affidato 80mila euro in contanti, somma che, stando a quanto accertato da investigatori ed inquirenti, la donna avrebbe voluto occultare al Fisco dopo la vendita di un immobile. Ma giunto il momento della restituzione della somma, l’uomo, non avendo più la cifra a disposizione, trovò come unica soluzione l’omicidio seguito dalla brutale mutilazione del corpo. La moglie Alba De Rosa è indagata per occultamento e vilipendio di cadavere.

La Re era stata colpita al capo almeno sei o sette volte ed era poi stata decapitata. Prima di togliersi la vita, Clericò ha scritto una lettera nella quale si è scagliato contro l’autorità giudiziaria. Reo confesso, dopo otto versioni distinte rese su quanto accaduto nel luglio del 2017, l’uomo diceva di non riuscire a perdonarsi quell’omicidio per il profondo affetto che nutriva per Marilena Rosa Re. Clericò non ha mai ammesso il movente economico.

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Crediti foto: screenshot da video YouTube


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