Sembra impossibile, ma l’esplosione di una bara può avvenire ed è già successo in Italia

Evento raro ma non impossibile quello accaduto ieri al cimitero de L’Aquila, che ora è stato chiuso per motivi di igiene e sicurezza.

Chiuso sino ad intervento dell’Asl che manderà una ditta specializzata  per la ripulitura dell’area ed il recupero del feretro che verrà nuovamente inumato. Sino a quel momento, l’accesso al loculario sarà interdetto a chiunque non sia autorizzato.

Ma vediamo come può accadere tale fenomeno: dopo la morte il nostro corpo subisce numerose trasformazioni. Talvolta il rilascio dei gas emessi dai cadaveri può portare ad un rigonfiamento degli stessi fino a provocarne lo scoppio, rilasciando liquidi organici. Ciò dipende sia dalle condizioni del cadavere che dalle condizioni della bara e del luogo di sepoltura. Nel 2013, a Maddaloni, in provincia di Caserta, sono stati segnalati numerosissimi casi di morti scoppiati e bare esplose con conseguente fuoriuscita di liquami.

Lo stesso fenomeno è avvenuto anche nei cimiteri di Valdagno, in provincia di Vicenza, e in quello di Cavolano dove hanno attribuito la ragione di tali fenomeni alla scarsa qualità delle bare dove erano stati seppelliti i morti.

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Crediti foto: LaPresse

 

TAG:
bara cimitero L'Aquila Scoppiata

ultimo aggiornamento: 16-08-2021


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