È il 2013 quando un bambino, Antonio Giglio, precipita dal settimo piano di un palazzo di Parco Verde, rione della periferia di Caivano, in provincia di Napoli.

Una disgrazia dice la madre Marianna Fabozzi:Il bambino si è sporto per guardare un elicottero dei Carabinieri ed è caduto giù“. La morte del piccolo Antonio che allora aveva solo 3 anni, viene archiviata come incidente.

Un anno dopo muore alla stessa maniera nello stesso luogo la piccola Fortuna Loffredo. Per la morte di Fortuna viene condannato per omicidio Raimondo Caputo, compagno di Marianna Fabozzi.

L’uomo viene condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio della bimba. Dieci anni di carcere invece per la Fabozzi, per complicità in violenza sessuale ai danni di sua figlia da parte del Caputo.

Gennaro Giglio, padre di Antonio, ha più volte accusato la ex Marianna Fabozzi di aver ucciso il loro bambino. Una testimone chiave è la sorella di Caputo che dichiara di aver visto riflessa in uno specchio la Fabozzi mentre spingeva il bambino giù dalla finestra.

A sette anni dalla morte del bimbo, il gip ha rinviato a giudizio la madre Marianna Fabozzi con l’accusa di omicidio.

La donna si trova già in carcere per concorso in abusi sessuali sulla figlia.

Per la morte del piccolo Antonio, l’accusa per Raimondo Caputo è di favoreggiamento per aver aiutato la compagna Marianna Fabozzi ad eludere le investigazioni delle autorità.

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Crediti foto: pubblicata su #parcoverde/Instagram da questura di Napoli


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