Erika De Nardo che si è sempre dichiarata innocente addossando tutte le colpe ad Omar, ora ha una nuova vita

Novi Ligure, è il 28 aprile 1984, i sedicenni Erika ed Omar (Erika De Nardo e Mauro Favaro detto ‘Omar’), uccidono a coltellate la madre ed il fratellino di lei, di soli 8 anni. Anche il padre, dirigente della Pernigotti, doveva finire nel massacro ma in quel momento non è in casa ed Omar, feritosi ad una mano decide di andarsene.

La ferita alla mano è causata dal morso di Gianluca, il fratellino di Erika nel disperato tentativo di difendersi. Il bambino viene ferito in un primo momento al piano terra mentre assiste all’omicidio della madre. Poi accompagnato sanguinante al piano di sopra, i due tentano maldestramente di eliminarlo, prima con delle coltellate, poi facendogli bere della polvere topicida, poi tentando di affogarlo nella vasca da bagno. Gianluca nonostante la sua tenera età, lotta fino alla fine, tentando di scappare ma la furia dei due è implacabile e lo finiscono con 57 coltellate. Quindici lunghi minuti di coltellate.

La dinamica è ricavata grazie alle ricostruzioni dei RIS dei carabinieri. Erika ed Omar, hanno sempre fornito ricostruzioni forvianti, accusandosi l’un l’altro.

Ora, a 18 anni da quell’atroce delitto, Erika, che è uscita dal carcere nel 2011 e che ancora si dichiara innocente, è laureata in filosofia, si è sposata e desidera andare ad insegnare in una scuola del Madagascar. Il padre le è sempre stato accanto e l’ha perdonata.

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Crediti foto: LaPresse

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Erika De Nardo Erika ed Omar Novi Ligure omicidio

ultimo aggiornamento: 22-02-2021


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