Il Consiglio europeo sul Next Generation EU, ovvero la risposta comune alla pandemia prima denominata Recovery Fund, si è concluso. I Paesi riuniti in video conferenza hanno espresso le loro opinioni sulla proposta elaborata dalla Commissione europea che dovrà essere votata all’unanimità. Un primo giro di opinioni che ha sottolineato la necessità di agire in fretta. L’incontro di oggi dà il via ai negoziati, come scritto dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel su Twitter, prima di votare il piano all’unanimità.

Il piano sul tavolo comprende un mix di prestiti e aiuti a fondo perduto per gli chi ha più risentito della crisi. Come ricordato dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, intervenire “solo con prestiti avrebbe conseguenze asimmetriche sul debito dei singoli Stati membri e sarebbe più costoso per l’Unione nel suo insieme”. Per queste ragioni, Sassoli ha rimarcato la necessità di non negoziare a ribasso la proposta ambiziosa della Commissione. Ma non mancano le divisioni interne.

Il blocco dei Paesi del Nord è ben coordinato, come ha sottolineato il cancelliere austriaco Sebastian Kurz con riferimento a Danimarca, Olanda e Svezia. C’è la volontà di mostrare solidarietà ai Paesi più colpiti, ma chiedono una durata chiara del programma. Secondo il premier Conte “la proposta della Commissione è equa e ben bilanciata”. “La Commissione europea e la Bce non hanno mancato l’appuntamento con la Storia e ora è il turno del Consiglio europeo di essere all’altezza della sfida” ha continuato il premier.

È chiaro a tutti – ormai – che la pandemia rappresenta la sfida più grande dalla Seconda Guerra Mondiale. E queste parole sono state ripetute anche dalla cancelliera tedesca Angela Merkel dopo l’incontro. Raggiungere un accordo condiviso da tutti gli Stati-membri entro luglio è di vitale importanza per mettere in pratica quanto verrà deciso al più presto. Per questo, il presidente del Consiglio europeo Michel ha annunciato il rapido inizio dei negoziati sul Next Generation EU con i singoli Paesi. Molti dei fondi, infatti, saranno disponibili solo nel 2021, ma è necessario percepire una parte delle risorse entro la fine dell’anno. Il prossimo incontro è previsto per la metà di luglio con una novità: sarà dal vivo.

 

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Crediti foto: LaPresse


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