Tortellini o cappelletti? Quando un “piatto tipico” diventa arte e moda

Quella tra tortellini e cappelletti è una storica sfida tra varie città dell’Emilia Romagna e scegliere chi dei due far salire sul podio al primo posto, è veramente difficile in quanto sono entrambi due piatti deliziosi. Il tortellino nasce a Castelfranco Emilia, un paese situato a metà strada tra Bologna e Modena. A contendersi l’origine del cappelletto è invece tutta la Romagna e anche le Marche, dove i cappelletti sono uno dei piatti tipici del pranzo di Natale.

Anche se sembrano uguali, in realtà non lo sono affatto. Il ripieno è diverso e anche la chiusura. Ne sa qualcosa Rossana Urso, artigiana fashion designer di Double20 Trouble che confeziona a mano tanto gli uni quanto gli altri, in vera pelle cuciti a mano, con ripieno segreto.

Sono diventati da un paio d’anni il prodotto di punta del laboratorio sito in via Santo Stefano 80 a Bologna, un laboratorio artigianale, nato nel 2014 con la creazione di borse in pelle personalizzate con iniziali stampate a caldo.

La ricetta dei tortellini è stata depositata in Camera di Commercio di Bologna il 7 dicembre 1974 e così anche Double Trouble ha depositato il suo brevetto alla Camera di Commercio un paio d’anni fa, sotto Natale, quando Rossana Urso ha ideato e brevettato il disegno del tortellino.

A ben guardarli, anche nella forma tortellini e cappelletti sono leggermente diversi. I tortellini sono più piccoli e la loro forma sembra essere legata a una leggenda. La storia narra che un oste, trovandosi dinnanzi a Venere nuda, rimase impressionato dalla bellezza del suo ombelico, tanto da correre in cucina per riproporne la forma con della pasta. La forma del cappelletto invece, ricorda quella dei cappelli indossati durante il Medioevo.

Il tortellino di Double Trouble è fatto a mano, 100% vera pelle, attaccato ad un anello portachiavi metallico e logo su targhetta personalizzabile con l’iniziale del proprio nome e si può ordinare sul sito online oppure previo appuntamento ci si può recare direttamente al laboratorio per l’acquisto (tutti i contatti sul sito). Il laboratorio si trova nella corte interna di uno storico palazzo del centro di Bologna.

Un regalo azzeccatissimo sotto le feste di Natale, ma non solo. Per San Valentino difatti, viene proposto un tortellino rosso, il noto colore della passione. Ma ci viene presentato anche in molti altri colori, e in due misure, la grande (più adatta alle borse delle donne) e la piccola (più utile agli uomini che tengono le chiavi sempre in tasca).

Rossana racconta di un’amicizia nata sui banchi di scuola con le sue due socie di origine italo-gabanese Margherita e Caterina Libourisiamo amiche sin da piccolissime e la curiosità è che loro sono due gemelle e tutte e tre siamo del segno dei gemelli. Siamo sempre state molto legate. All’università ci siamo separate per seguire studi diversi. Io “Fashion Design” al Politecnico di Milano, Margherita “Fashion Design” a Bologna e Caterina Scienze Politiche. Margherita ha fatto un erasmus ad Istambul dove ha seguito un corso di accessorio e successivamente si è laureata in Italia facendo una tesi proprio sugli accessori”.

E così racconta di come inizialmente le due gemelle Libouri hanno iniziato a confezionare borse in casa e a venderle ad amiche e conoscenti, sino ad ideare “Double Trouble” (doppio problema), ironizzando sul fatto che sono due gemelle. Progetto in cui subentrerà anche Rossana nel 2014. “Le borse sono in pelle e c’è la possibilità di incidere a caldo le proprie iniziali. Alcune hanno all’interno la coloratissima stoffa wax, tipica stampa di tessuti africani. Un paio d’anni fa ho ideato i portachiavi tortellino e cappelletto e adesso sono diventati un po’ il prodotto di punta dell’azienda”.

A vedere le fattezze perfette del tortellino in pelle di Double Trouble viene quasi appetito e così, a pochi giorni dal Natale, quale pensiero più azzeccato ed originale?

 

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