14 pezzi stampati su resina acrilica con stampante 3D e rivestiti con resine e polvere di marmo di Carrara, che assemblati compongono una riproduzione esatta del David di Michelangelo.

Un lavoro durato mesi che è terminato negli ultimi giorni, ufficialmente il 14 aprile, iniziato a dicembre con un’accuratissima digitalizzazione del capolavoro conosciuto in tutto il mondo, che è stato diviso in 14 parti per conformarsi alle dimensioni della stampante.

Le uniche  differenze? Il peso, che nella copia si attesta attorno ai 400 kg per la statua e 150 kg per il basamento, e la location: il David originale resta nella Galleria dell’Accademia a Firenze, mentre la versione hi tech, dopo essere stata custodita gelosamente a palazzo degli Alessandri (in pieno centro storico) partirà su due camion (uno per la statua e uno per il basamento) alla volta di Milano, dove la aspetterà un’aereo per Dubai, in attesa dell’Expo mondiale del 2021. Già si dice che sarà una delle attrazioni principali.

Il progetto è stato coordinato dalla prof. Grazia Tucci, docente del dipartimento di ingegneria civile dell’Università di Firenze, in collaborazione con i tecnici di Hexagon Italia e con il restauratore Nicola Salvioli, il quale ha lavorato per due mesi assieme al suo team sul rivestimento in polvere di marmo, studiato per restituire la vividezza della ‘carne’ originale.

Chi voglia ricercare discussioni sull’opera d’arte nel tempo della stampante 3D e di Dubai, non si faccia scrupoli, e si ricordi che gli exploit più tronfi di ogni epoca barocca possono pur sempre nascondere perle inestimabili.

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crediti foto: Shutterstock.com

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David Dubai Firenze Michelangelo.

ultimo aggiornamento: 16-04-2021


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