Le Marche sono l’unica regione italiana ad aver conservato il nome plurale, un particolare che permette d’intuire, immediatamente, la ricchezza e la varietà di paesaggi del luogo. Scopriamo insieme, tappa dopo tappa, le mete imperdibili di questo viaggio on the road.

Giorno 1: Tavullia, Gradara e Gabicce Mare

Il viaggio inizia nel Nord delle Marche, a ridosso del confine romagnolo. Qui si trova il comune di Tavullia, nella provincia di Pesaro-Urbino. Gli appassionati di motociclismo, proprio in questa località, possono visitare il luogo nel quale i sogni diventano realtà. Una sorta di pellegrinaggio, volto a rendere omaggio a uno dei piloti più forti di tutti i tempi: Valentino Rossi. Stiamo parlando del “VR46 ranch“, la pista (sterrata) voluta fortemente dall’atleta per insegnare e trasmettere, ai giovani, la passione motociclistica. Poco distante dal “Regno di Valentino” (circa 10 Km) si trova l’affascinante Gradara (PU). Una doppia cinta muraria, intervallata da torri merlate e lunga 700 m, racchiude il centro storico del borgo. Il Castello, posto su una collina, è conosciuto per la storia d’amore tra Paolo e Francesca, resa immortale dai versi di Dante. La giornata termina con un “bel tuffo”, pomeridiano, nelle acque della vivace Gabicce Mare (PU) dove, una volta giunta la sera, è possibile cenare in uno dei fantastici ristoranti che adornano il lungomare.

Giorno 2: Pesaro e Urbino

Situata nella terra di confine tra Romagna e Marche, Pesaro racchiude il meglio di entrambe. Quasi totalmente percorribile in bicicletta, grazie alla “Bicipolitana“, la città di Rossini è tra le più visitate della regione. Distante circa 40 Km, troviamo l’affascinante Urbino il cui centro storico è, dal 1998, nell’elenco dei siti “Patrimonio dell’Umanità UNESCO”. Oggi nota città universitaria, fu sede di una delle più importanti corti d’Europa: quella dei “Duchi da Montefeltro”. Tappe imperdibili sono anche la “Casa di Raffaello” (dove il pittore nacque nel 1483) e la “Fortezza Albornoz”, dalla cui cima è possibile godere di una vista privilegiata della cittadina.

Giorno 3: Mondavio, Corinaldo e Senigallia

Questa terza giornata di viaggio si apre all’insegna di due borghi tra i più belli d’Italia: Mondavio (PU) e Corinaldo (AN). Il primo, che sorge su di un colle a 20 Km dal mare, è dominato dalla Rocca, considerata tra le massime espressioni nell’arte delle fortificazioni. Poco distante, a circa 11 Km, si trova invece il secondo comune nominato. “Bandiera arancione” del “Touring Club Italiano” ed eletto nel 2007 “il borgo più bello d’Italia“, questo piccolo gioiello è in grado di “rapire” il cuore dei visitatori. Il pomeriggio, o la tarda serata, potrebbero concludersi con un bagno nelle acque di Senigallia (AN), una cittadina molto apprezzata dai giovani e dagli amanti del divertimento.

Giorno 4: Ancona e Riviera del Conero

Furono i Greci a chiamare la città di Ancona, capoluogo delle Marche, “Ankon” (gomito) in virtù della caratteristica forma del promontorio sul quale sorge. Quest’ultima possiede uno dei maggiori porti italiani, ma anche numerosi monumenti che ne testimoniano la storia millenaria. Terminata la visita della cittadina, che occuperà sicuramente buona parte della giornata, si viaggia in direzione della “Riviera del Conero“: proseguimento naturale della costa adriatica della Romagna. Tra Sirolo (AN) e lo splendido borgo marinaro di Numana (AN), troviamo il mare più bello della regione. La spiaggia più esclusiva è quella delle “Due Sorelle“. Particolare, infine, il “Buco del Diavolo” sul “Monte Conero”: un cunicolo realizzato dall’uomo, probabilmente in epoca romana, circondato da alcune leggende alquanto spettrali.

Giorno 5: Loreto, Recanati, Fermo e Grottamare

Per afflusso di fedeli e pellegrini, è uno dei luoghi più visitati al mondo. Loreto (AN) e in particolare il “Santuario della Santa Casa della Madonna“, devono la loro fama a una tradizione. All’interno della Basilica, infatti, i cattolici rendono devozione ai resti della “Santa Casa di Nazareth“, dove visse Gesù. La giornata prosegue in direzione di Recanati (MC) casa natale, nonché fonte d’ispirazione, di uno dei più grandi poeti della letteratura italiana: Giacomo Leopardi. Si raggiunge successivamente Fermo, cittadina spesso sottovalutata dai turisti. Qui è possibile visitare le “cisterne romane”, un sistema di cunicoli anticamente adibiti alla raccolta dell’acqua piovana. Quest’ultime sono le più vaste d’Europa assieme a quelle di Istanbul. Passeggiare per le stradine del centro storico è come visitare un museo a cielo aperto. La giornata termina con un po’ di meritato relax nello splendido borgo marinaro di Grottammare (AP) dove, se il tempo a disposizione lo consente, concedersi qualche ora in spiaggia.

Giorno 6: San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno

San Benedetto del Tronto (AP) è il comune litoraneo più a Sud delle Marche. Dall’antico nucleo abitativo, di epoca romana, si è poi sviluppato l’agglomerato urbano moderno, il quale vanta il più bel lungomare della costa Adriatica. Trascorsa la mattinata all’insegna del relax si viaggia, nel pomeriggio, in direzione di Ascoli Piceno (distante circa 40 Km). Secondo le cronache medievali, era nominata la “città delle 200 torri”. Oggi, invece, è chiamata più modestamente “città delle 100 torri”. Una delle più belle è la “Torre degli Ercolani“, sul “Palazzetto Longobardo”. La cucina ascolana, inoltre, è una delle più rinomate d’Italia, motivo in più per assaporare le “famose olive” accompagnate da un buon calice di vino.

Giorno 7: Acquasanta Terme, Monti Sibillini e Fabriano

In questa giornata di viaggio, si abbandona l’estrema zona meridionale della regione per indirizzarsi, tappa dopo tappa, nuovamente verso Nord. Sembra che le terme di Acquasanta (AP) fossero famose già in epoca romana. Le vasche naturali, alimentate dall’acqua calda, meritano una visita a prescindere dalla vostra passione, o meno, per questa tipologia di vacanza. Si prosegue, successivamente, in direzione dei “Monti Sibillini“. In queste terre selvagge aleggiano i ricordi di antiche leggende. Tra le attrattive principali del luogo si annoverano le “Lame Rosse” e il “lago di Pilato“. Le prime, formazioni (a forma di torre) costituite da ghiaia e tenute insieme dall’argilla, vengono definite il “Grand Canyon d’Italia“. Il secondo, l’unico lago di origine naturale delle Marche, ospita il piccolo e raro crostaceo “chirocefalo del Marchesoni” dalla vivace colorazione rossastra. La tappa odierna termina, dopo aver percorso circa 200 Km, a Fabriano (AN). Il paese è legato alla fabbricazione della carta e all’invenzione della filigrana.

Giorno 8: Tempio del Valadier, Grotte di Frasassi e Jesi

Le “Grotte di Frasassi” sono le più conosciute e visitate fra quelle italiane, essendo formate da più di 13 km di gallerie aperte agli speleologi. Particolarmente emozionante è “l’abisso Ancona“: una gigantesca cavità sotterranea lunga 180 m, larga 120 m e alta 200 m, abbastanza grande da contenere il “Duomo di Milano”. Questa attrazione è situata nel comune di Genga (AN), “Bandiera arancione” del “Touring Club Italiano”. Nel medesimo territorio comunale, è possibile visitare anche lo scenografico e spettacolare “Tempio del Valadier“: un eremo costruito tra le rocce e parzialmente scavato nella parete della grotta. Il viaggio termina a Jesi (AN): un borgo ricco di storia, situato a metà strada tra il mare e la montagna, che ha dato i natali a Federico II di Svevia nel 1194. Circondata da una cinta muraria fra le meglio conservate della regione, possiede il titolo di “Città esemplare” UNESCO per la capacità di preservare un patrimonio architettonico, artistico e culturale altamente suggestivo.

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Crediti Foto: Shutterstock.com

 

 

 


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