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Coronavirus, ancora a rischio il Natale sulle piste da sci

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Natale 2021 sci

Torna la paura per un’altra stagione “in bianco”. L’Alto Adige, mentre prepara le piste da sci, deve far fronte all’esplosione di casi

Natale sugli sci a rischio 

“Saltare due stagioni sarebbe la morte economica e sociale della montagna italiana” dice Valeria Ghezzi, presidente nazionale degli impiantisti. Alla vigilia della riapertura delle piste, Regioni, Governo e località turistiche concordano sulla necessità di evitare un ulteriore lockdown. L’impennata dei contagi in Alto Adige, Friuli, Veneto e Valle d’Aosta, minaccia però la possibile ripartenza del settore.

“Il problema è evitare che No Vax e No Pass distruggano un’industria cruciale anche per la salute delle persone. La continuità delle attività economiche e della vita sociale va garantita, a costo di riservare lo sci in pista ai vaccinati con Green Pass” ha dichiarato il presidente altoatesino Arnold Kompatscher.

Per sciare, attualmente, non è richiesto il certificato verde. Questo è obbligatorio solo per salire su cabinovie e funivie. Libero per tutti l’uso di seggiovie e skilift. Sul Natale e sulla stagione invernale, però, grava il colore delle Regioni indotto dai numeri della pandemia. In “zona bianca e gialla”, nessuna conseguenza, in “zona arancione e rossa” si preme per scongiurare il blocco delle attività. 

Sciatori stranieri

A preoccupare è anche l’afflusso degli sciatori dall’estero, pari al 50% del totale, esclusi i russi bloccati dal non riconoscimento del siero Sputnik. Germania e Paesi Bassi, ad esempio, fronteggiano la quarta ondata. In lockdown, invece, l’Austria. Travolto dal Coronavirus anche l’Est Europa, grande mercato per il turismo sulla neve. Sorvegliati speciali anche i mercatini di Natale: Monaco di Baviera li ha già sospesi.

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Crediti Foto: Shutterstock.com