L’ultima stagione di X Factor non è stata esaltante sia per gli ascolti che per gli aspiranti artisti proposti. Servono nuove idee, ed Hell Raton potrebbe essere l’uomo giusto nel posto giusto.

Hell Raton (al secolo Manuel Zappaddu) è un rapper sardo classe 1990. Padre sardo e madre dell’Equador, dai 3 agli 11 ha vissuto a Quito (capitale dello stato latinoamericano) per poi tornare ad Olbia. Insieme a Salmo, Dj Slait ed Enigma nel 2010 fonda la crew Machete, diventata poi un impero del rap tricolore (e non solo) grazie a idee marketing innovative e alla capacità di anticipare i nuovi fermenti del genere. Partiti con uno stile rap metal con influssi punk hardcore e horror rap, la crew Machete si è poi evoluta verso una peculiare fusione fra trap, elettronica/techno e rap old skool diventata il marchio di fabbrica della loro etichetta discografica.

In tutti questi passaggi Hell Raton ha avuto un ruolo di primo piano: CEO e direttore creativo della Machete Empire Records (nata nel 2013), si è contraddistinto per l’ottimo fiuto commerciale e trovate marketing sorprendenti (come non ricordare “Playlist” lanciato in anteprima sulla piattaforma PornHub??), per non parlare del marchio creato con i famosi Machete Mixtape, diventati un punto di riferimento per gli addetti ai lavori. L’ultima trovata in ordine di tempo è stato l’evento benefico Machete Aid On Twich, per i lavoratori dell’industria musicale disoccupati a causa del Covid-19. Il profilo che emerge è quindi quello di un giovane imprenditore a tutto tondo, capace di reinventare continuamente il marchio Machete pur mantenendo inalterato il fascino di quest’ultimo.

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Così si è presentato al pubblico del talent di Sky Uno:

«Ero un ragazzino affamato di musica, che è riuscito a realizzare il suo sogno più grande grazie a passione, dedizione e tenacia. Tutto il tempo passato in sala prove davanti al mic e live sui palchi, i più disparati, d’Italia, ha sicuramente arricchito il mio modo di vivere la musica. Negli anni ho imparato a mettermi in gioco, dal 2010 con la fondazione di Machete insieme a Salmo e Slait, fino a Machete Gaming, passando per il debutto dell’etichetta Machete Empire Records e la nascita di Me Next e 333 Mob. Nel mio lavoro convivono i ruoli di discografico, talent scout, direttore artistico e creativo, ma anche musicista. Di fronte a un talento provo a esaminarlo in tutti i suoi aspetti e le sue abilità, con un approccio 2.0, per trovare, insieme, il percorso più adatto alla sua carriera. È quello che vorrei fare qui a X Factor, voglio mettermi al servizio di nuovi talenti per aiutarli a trovare l’espressione più adatta alla propria personalità artistica, con un lavoro di ricerca che esplori sempre nuove tendenze e tecnologie».

Una domanda sorge spontanea: ma Hell Raton oltre ad occuparsi di tutto ciò che ruota attorno alla musica, fa ancora musica?

Domanda spontanea dato che il suo ultimo album data 2014, e da allora compare solo in feat con altri artisti della crew nei Machete Mixtape. Lui a questa domanda glissa, e non potrebbe essere diversamente: la continua espansione del marchio Machete lascia ben poco spazio ad altro.

L’altra domanda naturale è: cosa può dare Hell Raton a X Factor?

Molto. Innanzitutto una conoscenza del rap e delle sue nuove tendenze enciclopedica, conoscenza molto utile in un panorama (non solo talent) dove tutto è stato fagocitato dalla Trap; in secondo luogo idee marketing per rilanciare un programma in grave crisi di share, a causa non solo della debolezza della proposta ma anche di un modo di approcciare i social ormai superato (nel mondo social di appassionati rap/trap di X Factor non si condivide un post del programma da secoli). In ultimo consigli di peso agli aspiranti artisti che vogliono entrare nel T/Rap game tricolore, ambito dove girano tanti squali e il cash è sempre meno, soprattutto in epoca post Covid 19 dove i brand di vestiario-accessori fanno cassa tagliando i compensi agli artisti-influencer.

X Factor ha fatto sicuramente un ottimo acquisto, il problema ora si sposta su un altro piano. La Machete è riuscita a costruire un brand basato sull’essere alternativi al mainstream pur essendoci dentro con tutti e due i piedi (stanno sotto la major Sony). Adesso che il deus ex machina della crew di Olbia diventa giudice di un talent, come mantenere l’immagine del rap di lotta e di strada? Molto dipenderà da come si comporterà Hell Raton ad X Factor, ma saranno inevitabili nel mondo t/rap le stesse polemiche scoppiate nell’indie quando Manuel Agnelli decise di assumere la carica di giudice del talent.

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Crediti Foto: Instagram/ Hell Raton


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