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E’ partito Physical: da 100 a 1, il reality show di Netflix con i campioni dello sport
Sono uscite le prime tre puntate del reality show dove a farla da padrone sono le competizioni fisiche pure e dove c’è curiosità di scoprire chi resterà fino alla fine tra Federica Pellegrini, Alvise Rigo, Tania Cagnotto, Jury Chechi, Mirco Bergamasco, Elisabetta Canalis e Luis Sal
Physical Italia: da 100 a 1 è il reality Netflix in cui cento persone (atleti veri, ex campioni olimpici, bodybuilder, creator e qualche volto noto) entrano in un’arena e ne esce solo uno, con 100 mila euro in tasca. Semplice, no? In teoria sì. In pratica è un mix di “chi resiste di più senza crollare” e “chi riesce a non fare lo stratega da divano”.
Il format originale creato in Corea
Il format è quello coreano di Physical: 100: prove brutali di forza, resistenza, agilità e testa. Qui in Italia lo hanno ambientato al Lingotto di Torino e ci hanno messo dentro di tutto: Federica Pellegrini, Tania Cagnotto, Jury Chechi, Mirco Bergamasco, Alvise Rigo, Elisabetta Canalis, Luis Sal e un sacco di gente che di solito vedi solo in palestra o su Instagram.
Muscoli? No, cervello!
L’idea è bella: i muscoli non bastano, serve anche cervello e sangue freddo. E questo si vede subito. Nei primi episodi qualcuno che sembrava un carro armato finisce a terra, mentre altri più “normali” tirano fuori risorse insospettabili. Ironia della sorte (e del format): chi ha passato una vita a vincere medaglie a volte si ritrova a fare i conti con prove che non conosce, e chi pensavi solo un influencer ti fa dire “ok, rispetto”.
La regia inconfondibile di Alessio Pollacci
La regia è di Alessio Pollacci, lo stesso che ha messo le mani su GFVIP, Isola dei Famosi e un mucchio di altri programmi. Insomma, uno che sa come far funzionare la macchina dei reality senza far sembrare tutto troppo “arrangiato”. Si vede: le inquadrature tengono il ritmo, le prove risultano chiare e lo spettacolo non scivola mai nel caos puro.
Le prove
Il bello è che non è solo “chi alza di più il bilanciere”. Ci sono plank interminabili, prove di equilibrio, duelli uno contro uno e momenti in cui la strategia conta quanto i bicipiti. Ti trovi a tifare per sconosciuti e a cambiare idea ogni dieci minuti. Il ritmo è abbastanza incalzante e le sfide riescono a tenerti attaccato allo schermo senza troppi fronzoli da reality italiano classico (gossip e drammi inutili restano in secondo piano, per fortuna).
L’adattamento “all’italiana”
Il meno bello? A volte si sente che è un adattamento: qualche passaggio sembra un po’ “all’italiana”, con un tocco di spettacolo in più rispetto all’originale coreano, e non tutti i personaggi vip brillano allo stesso modo. Qualcuno fa più figura da competitor, qualcun altro da ospite speciale. E la distribuzione a blocchi (tre episodi subito, poi due alla volta) allunga il piacere… o la sofferenza, dipende da quanto sei ansioso di sapere chi resta.
Niente storie d’amore, solo competizione allo stato puro
In sintesi: se ti piacciono le competizioni fisiche pure, senza troppe storie d’amore o litigi da cucina, questo fa il suo lavoro. È divertente, a tratti epico e abbastanza ironico da farti sorridere quando un colosso crolla e un “Davide” resiste. Non reinventerà il genere, ma per qualche sera di settembre/ottobre funziona.
Voto? Mettiamoci un solido 8 su 10, con la promessa che se le prossime puntate elevano il livello potremmo pure rivederlo al rialzo.