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Alfonso Signorini, il lungo editoriale d’addio a CHI: “Vi saluto. Alla mia maniera”
Nel numero in edicola da oggi, il giornalista e conduttore ha salutato i lettori commentando lo scandalo che lo ha travolto e promettendo che un giorno farà nomi e cognomi di quello che lui descrive come “uno squallido sottoscala”
Alfonso Signorini si è sbottonato per la prima volta in modo così aperto e personale nel suo ultimo editoriale su Chi, il settimanale di cui è stato a lungo il volto e la guida. Nel numero in edicola dal 4 marzo 2026, il giornalista e conduttore ha salutato i lettori annunciando l’addio definitivo alla direzione editoriale del magazine, un ruolo che ricopriva dal 2023 dopo aver lasciato la direzione responsabile (passata a Massimo Borgnis). L’editoriale, lungo e intimo, è un vero e proprio bilancio personale.
Il riferimento allo scandalo che lo ha travolto: “C’è anche uno squallido sottoscala”
Il riferimento al caso che lo ha travolto negli ultimi mesi, Signorini lo liquida con poche parole: «Squallore…..Non ha minimamente influenzato una decisione maturata da anni». Il giornalista ha anche fatto riferimento allo squallore di altri personaggi, che però non ha nominato: “C’è anche uno squallido sottoscala, per fortuna assai più ristretto, fatto da chi vive ai margini, che si nutre di menzogne e di cattiverie. Un sottoscala fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, una ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine stesso“.
In futuro farà nomi e cognomi
Alfonso Signorini dice che nel futuro spiegherà tutto (facendo forse nomi e cognomi): “Avrò modo di spiegarvi meglio tutto quello a cui sto alludendo. Non vedo l’ora di farlo, anche perché il mio rapporto con voi, care lettrici e cari lettori, si è sempre basato sulla chiarezza e l’onestà e difendere la mia professionalità e la mia persona è importante. Ma non è questo il momento. Ora voglio dividere con voi la gioia, il piacere, l’orgoglio di dire grazie“.
Caso Fabrizio Corona e Falsissimo: “Certe battaglie si devono combattere nelle sedi opportune”
Infine, Signorini, dopo avere chiarito che Fabrizio Corona e Falsissimo non abbiano influito minimamente nella sua decisione di lasciare Chi, ha spiegato come mai fino ad oggi non ha mai commentato queste accuse: “Prima di salutarci, non voglio lasciare nulla in sospeso. Consentitemi due parole anche su quello che mi è accaduto, o per meglio dire su quello che mi ha investito negli ultimi mesi. Lo sapete, non ho mai voluto parlarne. Un po’ perché sono convinto che lo squallore si commenti da solo, un po’ perché sono convinto che certe battaglie non si debbano combattere pubblicamente, ma nelle sedi opportune“.
La chiusura: “Vi saluto. Alla mia maniera”
L’editoriale si chiude con un arrivederci affettuoso ai lettori, un ringraziamento al giornale che «ha accompagnato buona parte della mia vita» per quasi trent’anni (Signorini collaborava con Chi dagli anni ’90): “Vi saluto. Alla mia maniera, perché la vita non smetterà mai di offrirci altre occasioni, altre giornate in cui vivere, sorridere, arrabbiarci, emozionarci. Altre pagine bianche tutte da scrivere“.
Noi, dalla parte di chi lavora in questo settore, non possiamo fare altro che osservare da lontano e sperare che la giustizia faccia il suo corso. La gogna mediatica continua senza tregua ed è già abbastanza per mettere spalle al muro chi ha (eventualmente) sbagliato: gli errori, se di errori si tratterà, verranno espiati nelle giuste sedi e maniere.
D’altronde: “Chi è senza peccato, scagli per primo la pietra”.