Dopo l’irruzione dei trumpiani a Capitol Hill, azione considerata da molti come un fallito tentativo di golpe operato da Donald Trump, più o meno tutti i principali social network hanno deciso di chiudere i profili del tycoon per incitamento alla violenza.

Il presidente uscente allora ha annunciato che tutto la sua propaganda social si sarebbe spostata su un’altra piattaforma, Parler, omologa di twitter ma con linee guida molto meno severe in fatto di contenuti. Questa piattaforma però si appoggiava, per restare online, ai server di Amazon, e naturalmente agli store di Google e Apple.

Dopo aver trovato infatti 98 post con incitamento alla violenza, Amazon ha scelto di rimuovere l’app dai propri server. Già da tempo infatti era diventata la piazza dell’ultra-destra (sebbene Trump non si fosse iscritto prima di Capitol Hill), soprattutto di utenti bannati da altri social network.

Parler sperava di trovare altre sistemazioni in altri server, ma non trovando alternative è stata costretta a chiudere i battenti. In più, i due principali App Store hanno preferito eliminare la app da quelle scaricabili.

Divertente, tuttavia, la vicenda di Matteo Salvini, che ha seguito Trump sull’App dell’ultra-destra, per vedersi, poche ore dopo, chiuso profilo e sito. Aveva annunciato: “Amici, da oggi anche su Parler. Happy to be on Parler, love from Italy”.

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Foto: Shutterstock.com

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ultimo aggiornamento: 12-01-2021


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