Sono tre gli studiosi che quest’anno hanno meritato il Premio Nobel per la Fisica per le loro scoperte nel campo dei buchi neri.

Il fisico inglese Roger Penrose ha ricevuto il prestigioso premio “per aver scoperto che la formazione di un buco nero è una chiara predizione della teoria generale della relatività”, aveva infatti dimostrato già pochi anni dopo la morte di Albert Einstein come i buchi neri fossero non solo una diretta conseguenza della teoria della relatività, ma addirittura necessari; congiuntamente hanno poi ricevuto il premio il tedesco spero e l’americana Andrea Ghez “per la scoperta di un oggetto compatto supermassiccio al centro della nostra galassia”, hanno ovvero mostrato, attraverso l’osservazione delle stelle nella zona più centrale della Via Lattea, come le orbite delle stelle e la sussistenza stessa delle galassie siano legate a grossi buchi neri che fanno ruotare attorno alla loro orbita miliardi di stelle.

L’Accademia Reale svedese delle Scienze, ente che assegna il Premio Nobel per la Fisica, ha assegnato il riconoscimento da 10 milioni di corone svedesi per metà a Roger Penrose “che ha utilizzato metodi matematici ingegnosi per dimostrare che i buchi neri sono una diretta conseguenza della teoria della relatività generale di Albert Einstein. Lo stesso Einstein non credeva che i buchi neri esistessero davvero, questi mostri super-pesanti che catturano tutto ciò che vi entra. Niente può sfuggire, nemmeno la luce” rimarcano le parole dell’Accademia.

E invece non solo esistono, ma pare che quest’anno siano riusciti a ‘fotografarne’ uno.

 

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Crediti Foto: LaPresse

TAG:
buchi neri einstein fisica nobel penrose scienza

ultimo aggiornamento: 07-10-2020


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