Di Marta Scaccabarozzi

Questa settimana la #NewMusicThursday è interamente dedicata a una figura fondamentale del mondi discografico, ma poco conosciuta dai non addetti ai lavori: l’editore musicale. Ne parliamo con chi editore lo è di mestiere, lo staff di Baldoria Edizioni Musicali. Ecco la nostra intervista.

– Ciao ragazzi, benvenuti! Quando e perché nasce “Baldoria edizioni musicali”

Baldoria Edizioni Musicali nasce nel 2007 con la mission di promuovere la musica, creando un filo diretto tra autori, gruppi, pubblico ed addetti ai lavori.

– Per chi non lo sapesse, chi è un editore e di cosa esattamente si occupa?

L’Editore musicale e’ quella figura spesso dietro le quinte che ha il compito di divulgare e valorizzare al meglio i diritti di sfruttamento di ogni singolo brano che gli viene ceduto dall’autore dello stesso.

– Qual è la vostra filosofia? Con quali criteri scegliete i vostri progetti?

Il nostro intento e’ quello di promuovere e spingere la musica che ci piace e ci convince personalmente, siamo tre soci ed ognuno ha la sua storia ed i suoi gusti musicali, che spesso convergono. Questo sin dalla nostra nascita ci ha permesso di non dover mettere dei paletti sui generi trattati, ma ci ha lasciato liberi di seguire il nostro istinto e le giuste vibrazioni. Passiamo dal genere Rap alla Dance, dallo Ska/Reggae al Punk, dal Indie Rock alla Musica d’Autore passando per la musica Elettronica…questo perché ogni brano ha la sua storia ed un suo senso di esistere. Non mettiamo mai limiti all’arte, invitiamo quindi tutti gli autori interessati di contattarci senza problemi via mail a associazionebaldoria@gmail.com o sui nostri social (Fb / Ig) inviandoci il materiale da visionare.

– Come pensate cambierà il mondo della musica e dello spettacolo dopo la crisi Covid 19?

Ogni giro di boa si dice sempre che musica sia in crisi, ma la musica sta benissimo e ci sarà sempre. Sono semplicemente i modi in cui si fruisce la musica ed il modo in cui la si commercia che possono cambiare ed andare in crisi. Sicuramente la batosta più grossa e’ e sarà l’impatto sulla musica dal vivo che già da fine Febbraio ha smesso di esistere e per ancora molto tempo sarà giustamente vincolata per precauzione da mille paletti. Anche la musica “liquida” (streaming/download) ha avuto una lieve flessione durante il lockdown a favore dello streaming di Film e Serie Tv, ma sicuramente nei prossimi mesi si tornerà’ facilmente alle vecchie statistiche.

Un saluto da Christian, Eugenio e Perdo.

LEGGI QUI L’ARTICOLO ORIGINALE SUL SITO DEL MEI – MEETING DELLE ETICHETTE INDIPENDENTI

 

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