Di Marta Scaccabarozzi

Tra le proposte artistiche più interessanti che abbiamo avuto il piacere di ascoltare in queste settimane frenetiche di release, sicuramente c’è ULULA & LaForesta. Già dal nome è chiara l’originalità di ULULA, all’anagrafe Lorenzo, e de LaForesta, la band con la quale il cantautore “dà musica alla sua voce”. Non potevamo quindi perdere l’occasione di farci una bella chiacchierata, per parlarvi anche del nuovo singolo “Sulle spalle dei giganti”.

 

Ciao Lorenzo e grazie per questa chiacchierata. Prima domanda rompighiaccio: ULULA & LaForesta, scritto proprio così. A questo punto siamo curiosi di sapere la genesi di questo nome d’arte.

 

Io “nasco” come chitarrista. Come persona prima, poi come chitarrista. La chitarra fu una folgorazione. Ho sempre suonato in vari gruppi che spaziavano in più generi, anche molto diversi tra loro, ma ho sempre e solo suonato la chitarra, al massimo mi limitavo ad eseguire qualche coro. Nei gruppetti con cui facevo del rock, le voci per emulare le grandi stars di questo genere, dovevano arrivare a note molto alte, io ci provavo ma non ne beccavo una, ululavo. Così quando iniziai a cantare le mie canzoni optai per: Ulula. Non mi suonava nè femminile nè maschile e infine mi suonava bene. Per quanto riguarda LaForesta ossia la band con cui arrangio e suono ciò che scrivo, credo di averla chiamata così per una coerenza simbolica. Serviva un posto dove Ululare. Un posto bello.

 

 

“Sulle spalle dei giganti” è il tuo nuovo singolo. Il brano racconta di un viaggio, anzi diciamolo, di una vera impresa, che hai compiuto tu stesso in bicicletta. Dicci tutto.

 

Ho attraversato l’Europa da Ovest ad Est, seguendo “la strada dei fiumi”, così viene chiamata questa tratta che collega l’Oceano Atlantico partendo dalla Francia, per arrivare sul Mar Nero in Romania. Ho seguito questi maestosi corsi d’acqua con la bici e una tenda, per 3.500km in 30/40 giorni. I giganti nella canzone sono appunto i fiumi: Loira, Reno e Danubio. Luoghi mistici, magici, ricchi di energia e di vita di condivisione e di incontri. Il brano, credo sia una sorta di esame di coscienza, di riassunto di quello che ho assorbito in questo viaggio. Con LaForesta: Andrea Mandelli, Maximilian Agostini, Simone Carradori, Filippo Chiarini e Alessio Profeti, questo mio viaggio è diventato un viaggio di tutti.

 

 

Il sound del brano miscela rock e folk, che poi sono le sonorità che caratterizzano in generale la tua musica. Da chi e cosa è maggiormente influenzata la tua musica?

 

Non faccio ragionamenti specifici quando scrivo, non mi piace analizzare o capire chi e cosa influenza la nostra musica. Tutto viene fatto sempre di getto, a partire da me. LaForesta lavora di conseguenza seguendo le mie tracce, quello a cui ci affidiamo è il gusto, l’istinto, o semplicemente: <<ci piace così?>>. Non ci schieriamo mai, non ci sentiamo parte di un genere specifico e ci piacerebbe rimanere fuori da tutto ciò. Siamo ULULA&LaForesta.

 

 

Hai partecipato a Musicultura aggiudicandoti il premio come miglior performance nelle le audizioni live e guadagnandosi un posto nella compilation Musicultura 2020. Che esperienza è stata?

 

Abbiamo preso questo premio nelle audizioni live, poi siamo entrati nella compilation 2020 tra i 16 finalisti, ma non siamo arrivati all’ultima fase: la finale allo Sferisterio di Macerata. Musicultura è una bellissima e genuina realtà nella scena italiana dei concorsi musicali. E’ un modo per tirare le somme, prepararsi, uscire dalla tana salire sul palco ed esibirsi. Anche se per poche canzoni, sei “costretto” a formulare un piccolo show e quindi a metterti in gioco a pensare a creare a rappresentare. Questo credo sia la vera essenza di un concorso musicale, poi se vinci tanto meglio.

 

 

Facciamo un salto nel tuo passato. Come è entrata la musica nella tua vita? Ti ricordi la prima volta che hai composto qualche cosa?

 

La musica è entrata nella mia via con un cartellone pubblicitario sulla statale. Una pubblicità di un negozio di strumenti musicali, c’era stampata una chitarra stile stratocaster rossa fiammante, avevo dieci anni, la vidi passando in macchina su quel cartellone e mi stampai con la faccia sul finestrino. Ero attratto dal lato estetico di quello strumento. I colori, la forma, mi sembrava uno strumento magico, qualcosa di ultraterreno. Di li a poco avrei cominciato un corso di chitarra classica. Questo strumento nell’adolescenza diventò il mio modo di filtrare il mondo e restituirlo. Ho suonato in vari gruppetti della mia città, variando fra generi diversissimi : rock, metal, blues, country e reggae al quale sono particolarmente affezionato. All’età di vent’anni, mentre preparavo un’esame per l’università: presi carta, penna e chitarra e scrissi di getto “Lacerba” , il primo pezzo di Ulula e il primo anche per LaForesta. Da quel giorno, non mi sono più fermato.

 

 

Ultima domanda: nella tua playlist Spotify cosa troviamo?

 

Tutta la musica che esiste.

https://www.facebook.com/Ululaelaforesta

https://www.instagram.com/ululaelaforesta/

https://open.spotify.com/artist/4iUJrDlVR7RkHfGVflMdjY

LEGGI QUI L’ARTICOLO ORIGINALE SUL SITO DEL MEI.

 

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Foto: Mei


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