di Alessandra Bisanti

Il Natale è oramai alle porte ed il suo arrivo richiama alla nostra memoria immagini di speranza e magia, di attimi di felicità e calore familiare da condividere con amici e parenti.

Purtroppo la condizione drammatica ed incresciosa, dovuta alla pandemia, ci induce alla consapevolezza che quest’anno le festività assumeranno per tutti noi una forma insolita. In modo particolare la fascia più fragile della popolazione, quella degli anziani, risentirà ancor di più della criticità del momento che stiamo attraversando perché sarà, nostro malgrado, ancora più isolata.

Le restrizioni legate al contenimento del virus renderanno difficile per molti di loro il ricongiungimento e la frequentazione di figli e nipoti. La prospettiva attuale, che vede sfumare l’opportunità di essere vicini e felici con i propri cari durante il periodo natalizio, potrebbe esacerbare stati d’animo negativi, quali sintomi depressivi e stati ansiosi.

Inoltre lo stile di vita sedentario e monotono, adottato necessariamente a causa del Covid, potrebbe aver indotto nella popolazione anziana l’aumento dello stato di preoccupazione e stress per le proprie condizioni di salute. Ciò avrà potuto probabilmente favorire la comparsa di insonnia e la conseguente alterazione del ritmo circadiano.

A questa delicata condizione si è aggiunto il senso di malinconia, causato dalla solitudine e dalla consapevolezza di dover vivere l’ultima fase della propria esistenza in una situazione di incertezza e limitazioni, piuttosto che di libertà di coltivare le proprie passioni godendo appieno della compagnia delle persone care.

 

Alessandra Bisanti, Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

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