Uomini e Donne, non si propone come programma culturale, ma come uno svago, la rappresentazione di come, per un paio di ore, si possa staccare il cervello dalla quotidianità e lasciarsi andare alla leggerezza dei suoi temi. E’ pur vero, che ci sono dei sentimenti in ballo, laddove, sovente, si siano formate coppie vere e proprie, altre, hanno visto nascere e morire nello stretto giro di boa le loro relazioni. D’altronde è pure normale; non è semplice trovare il compagno o la compagna della vita in un contesto tutto patinato, dove lasciarsi veramente andare, senza portare in scena un “personaggio, è impresa ardua. In fin dei conti, le telecamere (e tutti i privilegi che ne conseguono) piacciono un po’ a tutti, perciò abbandonare gli studi per una storia d’amore succede solo se cupido riesce a scagliare la freccia. Fatta questa premessa, capiamo che il dating show è essenzialmente spettacolo, non deve scandalizzare, quindi, se i protagonisti all’interno, facciano fatica a staccarsi da quelle sedie e giochino con la parola “amore”. E’ chiaro che, Maria De Filippi, la padrona di casa, non abbia nei suoi propositi quello di “insegnare” come riuscire a stare con una persona, la sua figura da mediatrice, esiste più in funzione di auditrice o di consigliera. Uomini e Donne, però, essendo uno degli show più visti del pomeriggio, se non il più visto, ha anche una responsabilità sociale sui messaggi che, tra il serio ed il faceto, vengono sviscerati. Nella fattispecie, e siamo di fronte alla storia di una delle coppie più problematiche e longeve, quella tra Ida e Riccardo, credo si sia lasciato passare un messaggio che stride con quanto, da anni, si stia facendo sul rispetto che l’uomo debba avere verso una donna. Nella querelle tra la coppia, abbiamo assistito ad un massacro popolare nei confronti di Riccardo, il quale, dopo l’ennesimo tentativo di riconciliazione con Ida, ha posto più l’accento sulla ripresa mentale della coppia, piuttosto che su quella fisica, accendendo un dibattito con il benestare di opinionisti e dame e cavalieri del parterre. Tutto questo, senza che nessuno desse meriti al fatto che, finalmente, e piuttosto raramente, fossimo di fronte ad un uomo che stava solo rispettando la sua donna, cercando di dare più valore ad un sentimento piuttosto che al rapporto sessuale. Ma, allora, mi sorge una domanda: le battaglie (vedi ieri, giornata contro la violenza sulle donne) che facciamo da anni per combattere la forza impetuosa dell’uomo, a cosa servono, se poi, dinanzi a chi davvero lo vuole fare, ci sentiamo offese per un bacio non ricevuto? E, soprattutto, possibile che sia proprio la tv, attraverso la massima espressione di ciò che dovrebbero essere i rapporti tra uomo e donna, a sdoganare certi comportamenti? Perché se sono importanti le battaglie social, lo sono altrettanto quelle mediatiche, perciò, stiamo attenti a cosa mandiamo in onda, perché tanta fatica fatta fa presto ad essere smontata in due puntate….

 

 

 

 

 

 

 

 

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