Festini omosessuali in cambio di crack

Due imprenditori torinesi organizzavano festini in appartamenti lussuosi del centro della città, adescando ragazzini tossicodipendenti per strada.

Prima di denunciare e di entrare in comunità, Paolo, 25 anni, ha raccontato a ‘Le Iene’ e a ‘La Stampa’, qual’ è stato il suo calvario.

C’è uno spacciatore, nei pressi di Lungo Dora Napoli, trentenne, che prende soldi ogni volta che presenta ragazzi nuovi disposti a prostituirsi pur di ottenete in cambio dosi di crack. So che prende 100 o 150 euro a ragazzo. I ragazzi vengono presentati a due uomini, molto ricchi, che sborsano soldi per avere dei ragazzi. Vivono nel centro di Torino. Sono imprenditori. Hanno belle case, nei loro salotti ci sono fiumi di droga. Lì dentro puoi fumare quanto vuoi“.

Il ragazzo racconta di un vero e proprio giro di prostituzione dove il pagamento avviene con dosi di crack: “Sono andato a casa di entrambi per mesi. E quando ho cercato di allontanarmi, hanno fatto in modo di farmi portare il crack anche a casa, di nascosto, e addirittura in ospedale dove sono stato ricoverato per un breve periodo“.

Faresti qualsiasi cosa per il crack. Quando ne hai bisogno, ne vuoi ancora e ancora”, dice Paolo “E finisci per venderti. All’inizio ho rifiutato. Poi la carenza di crack ti toglie ogni freno“.

Il ragazzo ha anche raccontato di aver visto usare farmaci come il Ghb, una delle droghe dello stupro. Nella sua denuncia ha dichiarato che uno degli amici dei due imprenditori, gli ha detto che “quella roba ti fa stare immobile e ti rende completamente incosciente“.

Paolo dopo aver trovato il coraggio di raccontare ai familiari e alla sua fidanzata l’incubo in cui era finito, è entrato in una comunità per riprendere in mano la sua vita.

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Crediti: LaPresse

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Crack droga Droga del sesso Festini Imprenditori Sesso

ultimo aggiornamento: 17-03-2021


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