“Due mesi fa mi sono reso conto di essere dio, nessuno me lo ha detto, me ne sono reso conto da solo””. Queste le parole pronunciate da lnaz Galjaviev quando lunedì è stato arrestato dopo aver fatto irruzione nella sua ex scuola a Kazan, capitale della repubblica del Tatarstan, in Russia. Le informazioni non sono chiare e cambiano in base alla fonte da cui provengono. Se il governatore del Tatarstan Rustam Minnikhanov parla di nove morti e sedici feriti, di cui alcuni gravissimi, le agenzie invece citando la polizia riferiscono di undici morti e oltre trenta feriti. Dubbi anche sulla solitudine dell’assalitore, accreditata dal governatore, ma negata dalle agenzie che parlano di un secondo ragazzo armato neutralizzato dagli agenti intervenuti.

Numerosi i passanti che hanno assistito alla scena, e hanno riferito di ragazzi lanciatisi giù dal secondo piano pur di scampare al killer. Alcuni sarebbero morti proprio così. Un altro testimone ha poi riferito di aver udito un’esplosione in concomitanza con la sparatoria. In un video apparso sui media russi, il 19enne è legato in cella, mentre afferma di odiare tutti, e che la scorsa estate, “un mostro ha iniziato a prendere corpo dentro di me”. Ha ammesso di voler eliminare quei ragazzi definendoli “rifiuti organici”.

Il presidente della Russia Vladimir Putin ha espresso le proprie condoglianze ai parenti delle vittime, promettendo una stretta sul possesso delle armi da parte dei civili (cosa promessa già nel 2018 dopo un caso simile in Crimea.

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Foto: LaPresse

TAG:
Russia Scuola

ultimo aggiornamento: 12-05-2021


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