Di Marta Scaccabarozzi

#NEWMUSICTHURSDAY – LA RIVOLUZIONE DEGLI RFC – INTERVISTA –

Abbiamo incontrato gli RFC, che nel 2020 festeggiano i venti anni di carriera. Un percorso artistico (ma non solo) a suon di ska punk e che vede come nuova tappa la pubblicazione del singolo con video ufficiale “Revolution”. Facciamoci raccontare tutto da loro.

Ciao RFC! Benvenuti sul sito del MEI. Oggi facciamo quattro chiacchiere con voi per festeggiare i vostri venti anni di carriera. Ci raccontate cosa avete fatto in questo lungo periodo di attività?

– Ciao a tutti e grazie mille per lo spazio che ci avete dedicato. Beh, di cose in questi 20 anni ne abbiamo fatte, nel lontano 2004 suonammo anche al MEI da voi, furono solo pochi brani, ma ci diedero l’opportunità di conoscere tante band, la ricordiamo come una bellissima esperienza. Oltre i 5 album prodotti, tendenzialmente abbiamo avuto l’opportunità di far conoscere la nostra musica in lungo e largo per lo stivale e all’estero suonando e collaborando con tante band, anche di un certo rilievo (linea77, 99 posse, banda bassotti), ma la cosa più importante sono stati sicuramente i tanti live che dal 1999 ad oggi hanno caratterizzato la nostra esistenza.

Siete tornati alla grande con un nuovo singolo, Revolution, il cui video è già disponibile su YouTube e che sarà fuori in digitale e in streaming da domani, 24 gennaio. Parlateci di questo brano.

– Il brano viene dopo qualche anno di stop voluto, alla fine dei 15 anni abbiamo deciso di prenderci una piccola pausa, ma abbiamo avuto comunque l’opportunità di sfornare qualche singolo come “Football Time and Revolution” diventato inno dei Mondiali Antirazzisti e “Ultras Mainz” diventata colonna sonora dei tifosi del MAINZ05 (Squadra di Serie A Tedesca). REVOLUTION nasce dall’esigenza di suonare una vera e propria sveglia generazionale, in un momento storico cosi catastrofico come quello che stiamo vivendo oggi è stato piuttosto istintivo scrivere di Rivoluzione, una rivoluzione improntata sull’essere, partire da se stessi, per poi unirsi in nome di quello che si ritiene giusto per il bene comune.

Il vostro genere è il punk ska core e voi siete campani. Cosa significa fare musica, e nello specifico la vostra musica, in Sud Italia?

– E’ inutile nascondere l’enorme difficoltà che ci portiamo avanti dalla nascita, suonare questo genere musicale e provenire da una piccola città del SUD Italia ci ha dato non poche grane per diffondere la nostra musica, una difficoltà logistica e culturale che abbiamo tendenzialmente tentato di contrastare nel corso dei tanti anni di militanza e impegno, nonostante tutto siamo riusciti a ritagliarci quella piccola soddisfazione che ci ha dato la possibilità di farci apprezzare e conoscere ed è questo che ancora oggi ci da enorme motivazione per andare avanti. Non è semplice e forse non lo sarà mai, ma veniamo da qui e ne siamo orgogliosi, il nostro punk rock è figlio di queste terre e se vieni ad un nostro live ne senti tutte le influenze.

Questo pare essere il periodo storico dell’indie e del rap. Nonostante tutto c’è anche un forte ritorno alle sonorità punk tipiche degli anni ’90, che anche nel nostro Paese sono state di gran moda e che hanno letteralmente formato le menti di una generazione. Da ragazzi a persone adulte, cosa è cambiato in questi anni secondo voi?

– Dal ‘99 ad oggi si è passato da un movimento Punk Italiano molto presente e che si stava affermando alla stragrande al silenzio più assoluto, se nel resto d’Italia qualcosa continuava a resistere, quel poco che avevamo qui al Sud è definitivamente scomparso, nessuno suona più Punk rock da queste parti. Abbiamo superato diverse ondate di genere, quello dell’indie è stato forse quello più forte, ma chi ama e crede nel nostro genere ha continuato a seguirlo e a supportarlo anche se con poche possibilità di avere concerti a disposizione.  Cosa è cambiato? beh i social hanno stravolto completamente il modo di approcciare alla musica, ora prima la vedi e poi l’ascolti (forse), non critichiamo nessuna moda o scena, ma avvertiamo con piacere questa nuova tendenza a voler suonare, nascono tante, nuove band e la cosa, qualsiasi sia il genere suonato, ci fa enormemente piacere, siamo tendenzialmente fiduciosi, le nuove sonorità ci incuriosiscono e ci fanno ben sperare.

Ultima domanda di rito: cosa arriverà dopo Revolution?

– Abbiamo in progetto l’uscita di altri 2 singoli (con rispettivo video ufficiale), poi andremo un po’ in giro per l’Italia a portare il nostro nuovo live e poi termineremo il tutto con l’uscita del nuovo album che ci darà la possibilità di poterci finalmente concentrare solo ed esclusivamente su quello che ci tiene sempre più stretti a questa passione.. PALCO, SUDORE, POGO E VAGONATE DI KM.

 

 

Leggi QUI l’articolo originale sul sito ufficiale del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti

 

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