Una hit non fa un musicista. Lo ha appreso sulla sua pelle il rapper Rhove, autore della canzone tormentone “Shakerando” che è finito suo malgrado al centro delle polemiche per quanto accaduto durante un suo concerto a Ferrara. Accortosi che alcuni dei fan presenti non ballavano, il giovane cantante ha polemizzato accusando il pubblico di scarsa partecipazione e ricevendo in cambio una selva di insulti e fischi.

«Mi sono fermato perché un quarto di voi era fermo a fine concerto e non esiste che all’ultima canzone stiate fermi. Non esiste ragazzi! Il concerto è finito adesso e non avete ancora saltato un ca**o! È un problema. Quindi bella per chi ha saltato, per il resto mi dispiace ragazzi, divertitevi un po’ di più, ciao». Queste le parole di Rhove prima di abbandonare il palco contrariato fra i cori di disapprovazione dei presenti. Dopo che il video dello sfogo era diventato virale, il rapper lombardo ha provato a suo modo a mettere una pezza, dando la colpa alla delusione del momento per il poco feedback ottenuto da chi era sottopalco.

Non tutti però hanno avuto comprensione per l’accaduto. Esemplare a tal proposito la frecciata arrivata da Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari, che senza mezzi giri di parole ha affermato che è compito dell’artista coinvolgere i fan e crearsi un pubblico. Aggiungendo poi che sono proprio le serate come queste a insegnare il rispetto e soprattutto il mestiere. Perché sfornare una hit scala classifiche è un conto, fare i concerti in cui serve coinvolgere il pubblico per uno spazio decisamente maggiore rispetto a quello di una o due canzoni è un altro.

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Crediti foto: Simona Bastiani


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