Ora per gli aerei militari volare a una velocità pari a due volte quella del suono è cosa normale, ma quando nel 1947 Charles Elwood “Chuck” Yeager a bordo del suo Bell X-1 chiamato “Glamorous Glennis” si apprestava per la prima volta a varcare la fatidica soglia di Mach 1, l’impresa era al limite del suicidio. Nessuno prima di lui, infatti, aveva mai infranto a bordo di un aereo la barriera del suono.

Chuck Yeager se ne è andato nella notte fra il 7 e l’8 dicembre, a 97 anni, dopo una vita avventurosa e fino all’ultimo votata a quell’enorme passione per l’aviazione che ha coltivato finché gli è stato possibile. Ancora a 89 anni infatti, Yeager si è tolto lo sfizio di volare un’altra volta oltre la barriera del suono a bordo di un F-15, anche se questa volta nelle “semplici” vesti di passeggero sul seggiolino posteriore del caccia. A dare la notizia della scomparsa è stata la moglie Victoria tramite i canali social. La notizia è stata poi ripresa e rilanciata da tutte le maggiori testate informative.

Nato in Virigina nel 1923, inizia la sua carriera di pilota nel 1943, anno in cui venne ammesso al corso da pilota. Quindi la guerra sul fronte occidentale ai comandi di un caccia P-51 e, al termine del conflitto, l’inizio della carriera di collaudatore. La data che consegna definitivamente Yeager alla storia è quella dei 14 ottobre 1947: ai comandi di “Glamourous Glennis” – così chiamato in onore della sua prima moglie, Glennis appunto – volò a un altezza di 14.000 metri spingendosi fino alla velocità di 1.07 Mach. Quel volo, oltre a garantire al pilota un posto nella storia dell’aviazione, fu fondamentale per la nascita e lo sviluppo del futuro programma spaziale della Nasa.

Chuck Yeager fu in servizio anche durante la guerra del Vietnam, lasciando il servizio attivo nel 1975. La sua carriera proseguì poi come consulente, con una paga simbolica di un dollaro all’anno ma soprattutto, la possibilità di volare per tutte le ore che voleva. Il suo ultimo volo come pilota lo ha effettuato nel 1997, a cinquant’anni esatti dal volo supersonico e all’età di 74 anni, ai comandi di un F-15 Eagle battezzato per l’occasione “Glamorous Glennis III”.

La sua celebrità lo portò anche sugli schermi cinematografici: nel film “The right Stuff” (in italiano “Uomini veri“), resoconto delle sue attività aviatorie e dei primordi del programma spaziale Usa, lo si vede comparire in un breve cameo nella parte di un barista in servizio al “Pancho’s Place”. In un occasione è stato pilota della Pace Car della 500 Miglia di Indianapolis (1986), mentre nell’edizione 2020 della storica corsa americana, Conor Daly ha portato in pista una vettura – sponsorizzata dall’Us Air Force – nell’iconica livrea arancione del velivolo di Yeager.

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Crediti foto: www.chuckyeager.com

 

TAG:
aviazione Chuck Yeager Storia

ultimo aggiornamento: 08-12-2020


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