In Libano il premier designato a formare un nuovo governo ha rinunciato all’incarico, due mesi dopo le dimissioni del premier Hassan Diab, che lo scorso 10 agosto si era ritirato constatando una “corruzioneendemica” che rendeva impossibile governare correttamente il paese.

Mustapha Adib, l’ex ambasciatore che era stato designato per formare in Libano un governo che desse nuova speranza al paese, colpito da anni da una fortissima crisi economica aggravata dall’emergenza coronavirus e soprattutto dall’esplosione che a inizio agosto ha colpito il porto della capitale Beirut, ha annunciato durante un discorso alla televisione libanese di rinunciare all’incarico offertogli dal Parlamento libanese con 90 voti favorevoli su 120, dopo settimane passate a dialogare con le diverse forze politiche del paese senza trovare una soluzione.

Restano aperte dunque tutte le tensioni politiche di un paese allo sbando. I mancati controlli che hanno causato l’enorme esplosione di due mesi fa sono il frutto di una politica corrotta e inefficiente che ha perso il contatto con la cittadinanza.

Mentre la comunità internazionale, la quale spera in un governo riformista (e, dal canto nostro, filo-occidentale) cerca nomi per papabili premier libanesi, la situazione nel paese, sia politicamente che economicamente, si aggrava irrimediabilmente.

 

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Crediti Foto: LaPresse

TAG:
adibito Beirut esplosione Governo Libano

ultimo aggiornamento: 27-09-2020


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