Ne ha fatta di strada, Andrea Dianetti, quando, da quel 2007, sciorinò tutte le sue doti di artista poliedrico ad Amici, quell‘Amici che oggi non c’è più, in cui, chi vi partecipava, doveva avere tutte le capacità artistiche.

In quell’anno, Andrea, perse in finale, contro il ballerino Ivan D’Andrea, non senza aver messo in mostra una vena alquanto polemica e quel pizzico di faccia tosta che lo caratterizzò per tutta la durata dell’edizione.

Ma, che avesse stoffa, si era già capito; infatti, oggi, l’attore romano, classe 1987, può vantare diverse esperienze di ottimo livello, e non solo nella recitazione, ma, anche nella conduzione televisiva e radiofonica, nella regia e nel doppiaggio.

A Il Giornale, Andrea ha rilasciato un’ intervista, dove racconta di sé e di quello che è stato il suo percorso che lo ha portato ad essere uno dei giovani artisti più talentuosi del panorama italiano.

 

Nel 2006 il secondo posto ad Amici, vinto da Ivan D’Andrea. Ci sei rimasto male?

“No no, ero felicissimo, poi a me 100.000 euro, facevano proprio schifo! (ride, ndr)”.

Cosa ricordi di quella esperienza. Momenti belli e brutti?

“Momenti belli davvero molti, anche se avendo avuto 18 anni in quel periodo tante cose me le sono vissute poco. Un brutto ricordo fu quando i miei compagni mi misero in sfida con colui che tutt’ora è uno dei miei migliori amici: Robert (Iaboni, ndr)”.

Con chi hai legato e con chi sei rimasto in contatto?

“Sicuramente appunto, Robert… Poi sento spesso Diana Del Bufalo, una forza della natura, Nicola Gargaglia, Manola Moslehi, Rita Comisi, ogni tanto Eleonora Crupi, Matteo Deledda. Spero non aver scordato qualcuno o mi linciano! Poi ci sono anche Briga e Virginio che sento spesso. Infine c’è Adriano Bettinelli con cui ho pure convissuto, adesso è in America per nuove sfide professionali. È una delle persone più importanti della mia vita. Un amico vero”.

Poi il musical di Costanzo e Britti “Lungomare”, cosa ci racconti di quella esperienza?

“Ecco, lì fu davvero una sorta di avventura, 7 mesi, 21 città diverse, legammo molto tra noi del cast. E lì conobbi quella che poi sarebbe stata una delle mie migliori amiche, Federica Capuano, che oggi è un’importante donna in carriera all’estero”.

Secondo te ad Amici dovrebbero reintrodurre la recitazione?

“Ma sai, una volta Maria De Filippi mi disse che far arrivare al pubblico da casa un testo cinematografico o teatrale in 2/3 minuti, era davvero difficile. Come darle torto…”.

Il doppiaggio, il teatro, il cinema. Cosa hai imparato da questi campi artistici?

“Ho imparato che non si finisce mai, che non si è mai arrivati. Quando credevo di aver imparato abbastanza è arrivata la radio anche. Come vedi… È un continuo. Poi di colpo sei tuo nonno (ride, ndr)”.

Come e quando hai capito che il Web poteva diventare il tuo migliore alleato?

“L’ho capito quest’anno. Fino a quel momento era una valvola di sfogo per me. E mi dico sempre… ‘Ricordati com’eri, non ti snaturare. Ti hanno apprezzato così, e così è giusto che tu rimanga’”.

Cosa ti piace e cosa non ti piace degli influencer e delle Web Star?

“Che l’80% non ha ne arte né parte. Mi spiace dirlo ma credo sia così, campano di rendita sul nulla. Cosa offrono? E parlo soprattutto di coloro che escono da trasmissioni le quali non hanno di certo come scopo farli divenire influencer, ma intrattenere in quelle 2 ore lì”.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

“Uno show alla Fiorello. Mi sono quasi stufato di dirlo, spero di passare presto ai fatti (ride, ndr). Per carità sto lavorando tantissimo e non mi lamento davvero, ma il sogno è quello”.

Qui sotto, una parodia sul caso mediatico dell’anno, Pamela Prati/Mark Caltagirone

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