Fa paura, avere paura. Cresciamo così, con la paura della paura.

“Mamma, ho paura che….” “Sai, ho paura…”

E oggi ci è attaccata alla pelle, la paura.  E’ sulle mascherine, si mischia ai droplets.

E’ per le strade, la notte. La paura è nelle voci detestabili che ci seguono. Quel “Hey bella, dove vai…” che si incolla al nostro culo. La paura è lo sguardo di troppo, la mano, di troppo, il fiato, sul collo.

Ho temuto tutta la vita, di aver paura. E ora che sono certa di viverci insieme posso dire che certe volte non era paura, era il nuovo, l’incognito, un viaggio, una sfida personale, una storia da dimenticare. La vita che ti sembra stringere troppo saldamente la mano alla morte o non sapere quale porta aprire. Mai. Poi c’è la Paura, quella con la P maiuscola. Se sei donna lo sai, cos’è la paura. No, non voglio escludervi o sminuirvi, amici uomini. Ma quando non lo siete, amici, attenti, rispettosi, sapete essere spaventosi: vediamo in voi l’incarnazione dei nostri incubi.

E anche incubo e realtà si mischiano. Per qualcuna di noi la paura è rimasta impalpabile, nell’aria. Molte altre invece sono state palpate, sbattute a terra. Fa schifo pensarci, eh?  Basta scrollare le spalle, ti scivola addosso.Basta scrollare le spalle! Lui quella sera le era addosso e non si è preoccupato di sapere cosa lei ne pensasse. Anzi lei non pensava più, era ingurgitata da un orco, due orchi, lui e la Paura.

Amica mia, non basterà qualche genitore wannabe politico preoccupato a difendere il figlio indifendibile a fermarci. Non basteranno quelli che pongono noi al centro delle domande pruriginose sulle dinamiche di uno stupro invece dello stupratore, in un continuo victim blaming.

Noi saremo così forti, costanti, orgogliosamente scomode, sempre, tutti i giorni. Lui non era scomodo quando ci soffocava di sudore e violenza su un divano, una strada, un camerino, in uno sgabuzzino, un ufficio, a una festa, per terra, in macchina, in ascensore, in un parco, in stazione. Ogni posto fa paura? Noi lo trasformeremo. Non hanno capito cosa vuol dire essere una donna sola per strada o in qualsiasi posto a qualsiasi ora.

“No” ? E’ NO.      “Sì, ti voglio, ….no, ho cambiato idea”….è NO.  “Aspetta, no, mi fai male, non così”… è NOTrovate voi tutte le altre combinazioni per dire NO, dato che siete così fantasiosi quando ci fischiate e volete raccontarci come ci vorreste a letto, quando siamo per strada a fare una passeggiata.

“Eh ma se la metti così è tutto complicato, allora così uno cosa può fare?” Comportarsi bene, ecco cosa deve fare. E quando un padre parla di “ragazzate” non vuole bene a suo figlio, e forse non è lui che vuole difendere, ma se stesso. Perché prima ancora di dire a noi che dobbiamo stare attente, come dobbiamo vestirci, che non dobbiamo andare in giro da sole, un genitore deve educare il figlio, rendendolo responsabile delle sue azioni. Una violenza è violenza anche dopo settimane, mesi, anni?   Sì! SI. La violenza non cade in prescrizione. Come non ha scadenza la possibilità di comportarci umanamente in QUESTA VITA, che è l’unica che abbiamo.

E IL VAFFADAY lo facciamo noi, stavolta.

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Crediti Foto: Shutterstock.com

TAG:
abusi catcalling violenza di genere Violenza sulle donne

ultimo aggiornamento: 22-04-2021


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