Il primo ministro etiope Abiy Ahmed, premio Nobel per la pace nel 2019, dopo l’ultimatum contro i ribelli del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tpfl), lo stato federato nel Nord dell’Etiopia in cui da settimane proseguono guerriglie e bombardamenti, ha ordinato all’esercito di avviare la “fase finale” soprattutto sul capoluogo Macallè.

L’offensiva lanciata il 4 novembre sembra dunque giunta al termine con una repressione totale della ribellione separatista. “Si farà di tutto per proteggere i civili” e “perché la città di Mekele non subisca gravi danni” ha assicurato Abiy dopo aver dichiarato l’operazione militare, senza tuttavia specificarne le modalità, ma ha invitato la popolazione tigrina a “restare nelle case e a tenersi comunque alla larga dagli obiettivi militari” e a “prendere tutte le necessarie precauzioni”.
“Vogliamo rassicurarvi – ha concluso il premier etiope – che le nostre Forze di difesa nazionale hanno elaborato con cura una strategia per portare davanti alla giustizia la cricca del Tplf, senza fare del male ai civili innocenti e senza danneggiare siti culturali, i luoghi di culto, le istituzioni per lo sviluppo o i beni degli abitanti
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ultimo aggiornamento: 26-11-2020


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