Carla Fracci è deceduta questa mattina a causa di un tumore che l’aveva colpita già da tempo e che aveva vissuto con coraggio e strettissimo riserbo. L’ètoile, 84 anni, per anni legata alla Scala di Milano ed eletta nel 1981 “prima ballerina assoluta” dal New York Times, ha tenuto  con il fiato sospeso il mondo della danza, e non solo, per tutte le ultime ore, da quando ieri era stata data notizia della gravità in corso della malattia. 

Di umili origini, suo padre Luigi Fracci era alpino sergente maggiore in Russia e sua madre Rocca Santina era operaia alla Innocenti di Milano, la sua notorietà si lega alle interpretazioni di ruoli romantici e drammatici, quali Giselle, La Sylphide, Giulietta, Swanilda, Francesca da Rimini, Medea. Ha danzato con vari ballerini, tra i quali Rudolf Nureyev, Vladimir Vasiliev, Henning Kronstam, Mikhail Baryshnikov, Marinel Stefanescu, Alexander Godunov, Erik Bruhn, Gheorghe Iancu, Roberto Bolle.

Da Giselle danzata con Bruhn viene tratto un film nel 1969. Ha interpretato Medea, Concerto barocco, Les demoiselles de la nuit, Il gabbiano, Pelléas et Mélisande, Il fiore di pietra. Il marito e regista Beppe Menegatti si occupa della regia di quasi tutte le creazioni da lei interpretate.

Eugenio Montale le dedicò una poesia, La danzatrice stanca, inserita nel Diario del ’71 e del ’72, uscito nel 1973.

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Foto LaPresse – Raffaele Rastelli


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